Intervista a Silvia Marchetti Scrittrice

Dopo aver letto il suo libro “Fluttonia e i mondi sommersi”, la scrittrice Silvia Marchetti ha risposto così alle nostre domande.

Innanzitutto, come mai hai scelto la narrativa per bambini? Cosa te la rende congeniale?

Lavoro con i bambini da quando avevo 22 anni: la mia prima esperienza con loro è stata come ragazza alla pari e da lì non ho più smesso!

Ad oggi lavoro come educatrice scolastica e, devo dire che l’attività che preferisco è leggere le favole insieme a loro e immaginare di volta in volta scenari sempre diversi: da una parte mi riporta un pochino a quando ero bambina io e leggevo un sacco di libri con mia nonna; dall’altra trovo che stimolare la loro creatività attraverso la narrazione di mondi utopici sia il primo passo per vedere concretizzarsi, in un futuro, i valori che noi scegliamo di trasmettere loro.

Ti faccio un esempio: dal racconto di una favola capita spesso che poi i bambini la mettano in scena giocando, perciò, si può dire che dall’ascolto passivo ci sia un quasi istantaneo passaggio all’azione, se a loro il gioco (e quindi la storia) piace molto possono andare avanti per giorni! Educare i bambini ad immaginare il mondo che loro vorrebbero abitare è una fucina di speranze che possono realizzarsi.

La tua è una storia ecologista in un contesto fantastico: perché hai scelto questa modalità narrativa? Credi forse che sia più accessibile al pubblico dei giovanissimi?

Sì, credo che, specialmente quando si è bambini, si abbia bisogno di eroi, creature fantastiche, fate e sirene: tutto questo rende la scoperta del mondo più accattivante e dà voce a situazioni che, molto banalmente, non parlano la nostra lingua. Mi spiego meglio: il mare non potrà mai dire direttamente ad un essere umano che si sta ammalando, una creatura fantastica come Fluctus sì, può dialogare e prendere il thé con noi.

Cosa ti lega alle tematiche ambientali? Credi che siano adeguatamente affrontate dai singoli stati e dalle organizzazioni mondiali deputate?

Ciò che lega me alle tematiche ambientali credo sia ciò che lega ognuno di noi a questo argomento: noi abitiamo questo pianeta ma, soprattutto, bisogna accettare con umiltà di essere solo di passaggio.

Partendo da questo assunto se oggi io decido di sporcare e non pulire, un domani qualcuno dovrà pulire al posto mio e questo non è corretto. È un discorso di reciprocità e rispetto intergenerazionale anche tra noi “umani” e non solo tra uomini e Madre Natura; purtroppo ci sono ancora molte persone insensibili all’ecologia  o che se ne preoccupano solo a parole e, a mio avviso, questo accade anche perché non sono state adeguatamente formate alla materia quando erano in tenera età.

In virtù di questo sono fermamente convinta che, se opportunamente affrontate queste tematiche, un domani, quando i bimbi di oggi saranno adulti, sapranno fare la loro parte per creare una società più civile. Ho un pochino timore di come potranno giudicare noi a tal proposito però!

Per quanto concerne le varie politiche adottate a riguardo devo dire che ci sono delle buone iniziative ma che sembrano non essere mai abbastanza! Sicuramente, all’apparenza, si sta andando nella direzione giusta, ma, come purtroppo spesso accade, se il sotteso e quindi gli equilibri mondiali sono dettati da un’economia che non vede altro valore oltre all’accumulo seriale c’è poco da festeggiare.

Forse, se un giorno si riuscirà a riconoscere valore anche ad un tipo diverso di economia, più sostenibile e più umana (anche di questo si parla molto ma oggettivamente i vecchi modelli sono duri, anzi durissimi, a morire), allora le cose potrebbero effettivamente svoltare. 

Ritieni davvero possibile che le giovani generazioni riscattino i comportamenti delle vecchie, in tema di ambiente, e che gli scenari peggiori preconizzati dagli scienziati vengano scongiurati?

Me lo auguro! Innanzitutto credo sia una tendenza positiva quella di immaginare l’avanzare della storia come un processo di miglioramento, perciò, io spero di essere migliore dei miei genitori e che i miei figli siano migliori di me; posto questo, molte previsioni statistiche sono state poi smentite dai fatti anche grazie al fatto che hanno lanciato l’allarme e questo ha, in qualche modo, plasmato e rimodellato i comportamenti delle persone in tempo.

Ad oggi si fa davvero un gran parlare di ambiente e rispetto per il pianeta, sicuramente molto di più di quando ero una bambina io! Questo, a mio avviso, può far ben sperare per il futuro.

Hai altri lavori nel cassetto? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Sì, esiste un progetto ma sonda ambiti non più riconducibili alla letteratura per ragazzi. È, comunque, ancora un embrione quindi… stay tuned!

Grazie alla gentilezza dell’autrice, e in bocca al lupo!

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