Niente è perduto per sempre

Pasquale Gallicchio è scrittore dalle non comuni sensibilità e lucidità di osservazione, se nel suo ultimo romanzo Niente è perduto per sempre, dà voce non solo ai sentimenti, ai pensieri, ai sogni, ma anche ai luoghi, al loro spirito, alle vite che li hanno attraversati.

La storia è quella dell’inatteso ritorno di Giuseppe – bancario irpino che lascia Milano dov’è emigrato trent’anni prima – al paese natio, uno dei tanti dell’Appennino Meridionale; ciò, per accudire il padre Luigi, affetto da Alzheimer, con cui il giovane vive un rapporto da sempre conflittuale.

Lo scontro generazionale che separa Giuseppe e Luigi viene tuttavia mitigato dalla malattia, dalla presenza di Dora, primo amore ed accuditrice amorevole di Giuseppe (che pure non ha mai sposato), dai momenti condivisi: a ben vedere, quello di Giuseppe, oltre che un percorso verso Luigi, è anche vera e propria “catarsi nel ricordo”, tramite cui il giovane attinge a care memorie di una infanzia che credeva ormai perduta.

Giuseppe, tanto inconsapevolmente quanto spontaneamente, intraprende un viaggio a ritroso nel tempo profondo e continuativo, alla scoperta di quel che rimane del paese dopo la ricostruzione post sisma del 1980: c’è, in questo partire, l’ascolto dei luoghi antropizzati, l’immersione nella natura, l’apertura a nuovi incontri e, sopra ogni cosa, la percezione consapevole e matura del proprio sé.

Queste motivazioni lo inducono a restare, pur essendo in precario equilibrio, sospeso fra le difficoltà del presente e le incertezze di un futuro che troppe volte ha il gusto agre dello spopolamento, della solitudine, della rassegnazione, che annientano il singolo e la comunità.

Un romanzo che abbraccia la speranza nella disperazione, che non offre soluzioni ma si ostina a ricercarle, che chiede dignitosamente aiuto, senza implorarlo; uno scritto imprescindibile per comprendere ed amare realtà considerate oggigiorno marginali, anche se serbano in sé l’essenza più antica della nostra identità collettiva.

Una nota finale: “Niente è perduto per sempre”è stato fra i nove titoli selezionati per concorrere alla terna dei finalisti del “Premio Internazionale Viareggio 2021” per la sezione Narrativa, nonché libro vincitore (insieme al Comune di Bisaccia) del “Premio Letterario Nazionale Il Borgo Italiano 2021”.

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