Intervista a Samantha Bevoni Scrittrice

Dopo aver letto il suo libro “Polymeri”, la scrittrice Samantha Bevoni ha risposto così alle nostre domande.

Puoi spiegare il motivo della scelta del titolo della tua raccolta? Da cosa nasce la tua esigenza di esprimerti sotto forma di poesia “multilivello”?

P-O-L-Y-M-E-R-I rimanda al mondo della chimica, come è facile immaginare. Da qui, ho tratto ispirazione per esprimere, anche visivamente, il concetto di legame, disgregazione e congiunzione, motivi che sono le colonne portanti a supporto dell’intera struttura.

Riguardo la tua seconda domanda, hai colto il punto centrale. La scrittura “multilivello”, come l’hai definita tu, è nata da un bisogno naturale dettato dalla necessità di vedere rappresentate concretamente le mie opposizioni interiori, nella speranza di unire le parti in una salda treccia di sentimenti ed emozioni in continuo movimento.

A questo proposito, Erio Piana ha creato un meraviglioso disegno posto a chiusura della raccolta.

La brevità intensa dei tuoi scritti evoca il poetare ermetico: è una giusta considerazione? Hai, in qualche modo, introiettato siffatta corrente poetico – letteraria?

Senza fare riferimento a particolari autori, il mistero che vela i componimenti in stile ermetico mi ha da sempre rapita e intrappolata nella sua ambiguità.

Per quanto ci siano molti aspetti stilistici, tematici e ovviamente quasi cento anni che allontanano la mia raccolta dal movimento ermetico nato nell’ambito del Decadentismo europeo, mi identifico in esso soprattutto per la continua esplorazione di ciò che è segretamente racchiuso nel nostro sé, alla ricerca disperata e spesso inconcludente di una luce che possa finalmente illuminare l’alienazione legata allo smarrimento interiore dell’uomo.

Se dovessi illustrare il contenuto della raccolta ad un potenziale lettore, come lo riassumeresti?

Il centro concettuale più evidente del volume è la frammentazione, ancorata all’essenza stessa del testo, ma anche la congiunzione dei vari livelli che costituiscono i componimenti nella loro forma strutturale così come nella psiche umana intesa nella sua totalità.

In poche parole, le mie poesie evocano la ricerca dell’armonia nelle dissonanze della mia psiche.

La tensione inappagata che si respira in ogni tuo componimento sembra essere la linfa stessa della tua idea di vita: non credi che una tale tensione conduca piuttosto a vivere perennemente “in lotta” con sé stessi, dunque potenzialmente infelici?

Che dire? Questa è una delle più profonde domande che mi sia mai stata posta rispetto alla mia raccolta.

Penso che essere “infelici” sia potenzialmente diverso dal “non essere felici”.

Ecco, io mi inserisco nel secondo gruppo, dove felicità e infelicità non sono indissolubilmente unite dal prefisso inamovibile dell’in-felicità, ma sono legate da tre parole separate fra loro alle quali è possibile dare un peso diverso a seconda delle proprie esigenze.

Hai altri lavori nel cassetto? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

In pubblicazione sempre con il mio precedente editore (Tempo al Libro di Mauro Gurioli) un secondo volume di cui in anteprima per i lettori di Recensioni per Esordienti svelerò il titolo: S-Y-N-T-O-N-I-E.

Questa seconda raccolta vuole essere il naturale seguito di P-O-L-Y-M-E-R-I, ma mi fermo qui.

Inoltre, è in uscita anche un breve racconto che prenderà la forma di prosa poetica, un viaggio onirico fra i rumori della città e i suoni della natura.

Grazie alla gentilezza dell’autrice, e in bocca al lupo!

Grazie a voi per il prezioso contributo che date all’Arte.

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