Paradiso

«Sono un tronco che interrompe il libero corso di un fiume: il mio sorriso è plastico, una cicatrice su un ghiacciaio, una crepa nel terreno sterile di un deserto»: è questa consapevolezza del protagonista Diego il vero manifesto di Paradiso, l’opera ultima di Matteo Carmignoli.

Ancora una volta un inno ai “Caduti” (non a caso, titolo dell’opera prima dell’autore) che si propone quale sequel de “La ragazza oltre il mare” (secondo romanzo dello scrittore); ma chi sono i caduti?

«I Caduti sono coloro che nascono stridenti pur percependosi armonici. I Caduti sono note stonate in una melodia che ci hanno insegnato a considerare perfetta. I Caduti sono figure sbavate su una tela; figure che il pittore cerca di nascondere sotto un pesante strato di colore, ma che, con il trascorrere dei secoli, riemergono prepotenti nel dipinto. I Caduti sono coloro che vengono allontanati da un ballo perché, con i loro strani movimenti, stonano nella coreografia. Un Caduto è colui che, rispettabile cittadino, nel proprio abisso ha una belva assopita ed incatenata… Una belva, che io preferisco chiamare Demone; un Demone bramante libertà.»

L’intero volume – che si scoprirà essere un “metaracconto” – è incentrato sul disagio di esistenze (non solo quella di Diego, il protagonista) che gravitano attorno al buco nero della loro anima irrisolta, delle loro frustrate speranze, delle loro insostenibili some spirituali.

Due sono le cure – momentanee, e comunque garanti di un equilibrio precario – a tale disagio: la figura femminile, non di rado angelicata alla maniera stilnovista, e l’alcool, che abbassa le barriere inibitorie e libera istinti sopiti e parole inconfessabili.

Cosa è dunque Paradiso? Secondo Matteo Carmignoli, è la condizione di libertà individuale assoluta, non di rado distruttrice ed in tal senso catartica, in una visione decisamente antitetica rispetto a quella comunemente – e asetticamente – accettata.

Un libro ch’è flusso di coscienza, action movie, thriller, utopia, in un crescendo di consapevolezza che scuote e scardina la serenità fittizia di ciascuna esistenza, catapultando immancabilmente il lettore al di fuori della sua comfort zone: imperdibile!

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