Foodporn

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Foodporn sin dal titolo evoca un rapporto “distopico” col cibo, tanto “bello da vedere” quanto, una volta introiettato, sedimento della psiche inquieta se non addirittura disturbata del protagonista.

Mai titolo fu più pertinente se Alessio Zanna conduce una vita segnata da un trauma infantile legato proprio al cibo, qui assurto ad elemento qualificante e sostanziale della vita: cibo che sa essere salvifico ed al contempo metaforicamente mefitico.

“Foodporn” è dunque un ossimoro, se letto con gli occhi del protagonista, il quale riempie la propria vita superficiale e vuota con la passione per le trasmissioni in cui chef stellati paiono demandare al cibo una funzione intrinsecamente catartica per l’anima.

L’unico amore presente nel volume dello scrittore Gabriele Battista par esser proprio quello per le libagioni: ma sin quando la vita di Alessio Zanna potrà reggersi precariamente solo su questo “amore”?

Forse un fantasma retaggio di un passato maledetto e rimosso “sbloccherà” il giovane, inconsapevolmente preparandolo ad accogliere l’amore vero, quello verso una compagna in carne ed ossa: «Il tempismo della sua chiamata è troppo surreale per non far scattare qualcosa, cogliere segnali che la vita offre quando la goccia ha eroso ogni strato della superficie su cui batte. Tutto crolla, ogni difesa cade, alzo bandiera bianca.»

Uno scritto che – è proprio il caso di dirlo! – si lascia divorare, di una fluidità ed un appeal degni di uno scrittore navigato, capace di muoversi agiatamente lungo i molteplici livelli dell’esistenza umana.

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