Nicola Testa

Dopo una breve parentesi come soldato/cantoniere e la pratica da ingegnere edile, Nicola Testa si reinventa consulente informatico e finisce a lavorare per la classica banca svizzera.

Gli manca di fare il farmacista – ma la cosa non è esclusa – e l’astronauta (questo no: già patisce la guida della moglie, figuriamoci uno shuttle).

A proposito di sogni di bambino non realizzati, a carnevale non ha mai indossato il costume da indiano ma una volta da farfalla, peraltro rompendo un’ala quasi subito.

Scoperta tardivamente la passione per la scrittura, vi si dedica con puntiglio nel poco tempo a disposizione, ovvero dopo le dieci di sera, festivi esclusi.

Gli amici gli riconoscono un certo salutare distacco dalle umane sorti e gli rimproverano una eccessiva lentezza.

Lui risponde sostenendo senza fretta di essere in grado di cambiare idea in meno di un

secondo.

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