Tutto è scritto

tutto-scritto-libro-1“Siamo nel nulla e andiamo verso ciò che è scritto. Siamo nulla, ed esistiamo perché così è scritto.”

E’ questa, forse, riproposta nel corpo del testo più volte in differenti modi, la chiave di interpretazione più calzante dell’ottima opera di Simone Ruggerini.

Nel suo Tutto è scritto – un corposo volume di quasi cinquecento pagine – l’autore imbastisce trame differenti, tutte molto avvincenti, che via via si intersecano fra loro, sino a trovare un’unica, inattesa, quadra nel finale del romanzo, sorprendente sino ad assurgere a paradosso.

Notevolissimo, peraltro, il talento mostrato dallo scrittore nel connotare verosimilmente e dettagliatamente la psiche dei personaggi, da un lato contribuendo ad aumentare il pathos della narrazione, dall’altro garantendo che l’attenzione del lettore venga immancabilmente catturata rigo dopo rigo: un crescendo di mistero, angoscia, disperazione; una finestra sul “lato oscuro” che abita ciascuno di noi e inconsapevolmente ci interconnette gli uni con gli altri.

Accanto a questi, in Tutto è scritto vi sono altri ingredienti in grado di decretarne gradimento e successo, alla stregua dei migliori thriller: lessico e costrutti linguistici accattivanti nella loro fluidità, suspance, allusioni a paranormale ed esoterismo, dinamiche familiari e di coppia, amicizia.

L’approccio è senz’altro di tipo nichilista: i personaggi che si ostinano ad opporsi ad una realtà percepita come inverosimile e inaccettabile sono inevitabilmente schiacciati dagli eventi e dalle forze da cui quegli stessi eventi scaturiscono.

Un libro che non si dimentica, che scava dentro una voragine, in grado di catapultare chi vi si accosta in quel mondo degli incubi di cui esso stesso appare oscura epifania.

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