Intervista a Matteo Carmignoli Scrittore (libro “La ragazza oltre il mare”)

Dopo aver letto il suo libro “La ragazza oltre il mare”, l’autore Matteo Carmignoli ha risposto così alle nostre domande.

Il tuo libro parla – cosa poco usuale, soprattutto nei romanzi odierni – di un amore ch’è sentimento, più che passione fisica: cosa è per te, autore, l’amore? Quanto giocano sentimento e passione all’interno del tuo concetto di amore? E il protagonista del romanzo è in linea con la tua visione?

Il protagonista delle vicende da me narrate è solo parzialmente in linea con la mia visione di questo sentimento. Io sono uno di quelli che crede (o meglio teme) che le persone amino solo perché hanno letto dell’amore nei libri o, in tempi più recenti, perché lo hanno visto rappresentato nei film. Io forse in passato ho avuto una visione molto simile a quella del personaggio da me delineato nel libro, ma, addentrandomi più in profondità nei meandri della vita in società, già mentre scrivevo il libro, ne ho preso le distanze. Tale visione non è sopravvissuta al colossale scontro fra sogno e realtà. Quindi attualmente credo che l’amore, nel senso canonicamente inteso del termine, sia possibile solo verso la nostra idealizzazione astratta della persona amata, e non nei confronti di quella concreta, reale, integrata come noi nelle labirintiche dinamiche della vita in società. Credo dovremmo imparare quindi a chiamare “Amore” il semplice “voler molto bene” o “l’essere piuttosto affezionati” ad una certa persona. Nonostante simpatizzi indubbiamente con il protagonista del mio libro, e voglia che anche l’ipotetico lettore faccia fino alla fine il tifo per lui, ci tengo anche a sottolineare che egli è in un certo senso un “inetto” nel senso sveviano del termine. Egli è un personaggio capace solo di parlare, sognare e scrivere, ma non di agire e, nei rari casi in cui prova effettivamente a farlo, da prova di estrema maldestrezza. L’anonimo narratore ha sempre osservato il mondo, anche nel dettaglio, è sempre stato abile nel romanzare ogni evento, nell’immaginarsi infinite versioni di un lieto fine, ma non è stato però capace di crearsene uno, forse anche perché ha finto fin da subito di non notare certi particolari della vicenda che avrebbero immediatamente incrinato il sogno che gioiosamente stava vivendo, ma che magari lo avrebbero salvato dal crollo di tutto il suo mondo; dall’esplosione del suo acquario.

L’ambientazione del romanzo – come una sinestesia – ricorda certi “paesaggi sonori” di alcune canzoni degli anni ’60 e ’70, quando un mondo ed un amore più “libero” e in simbiosi con la natura sembravano a portata di mano. Il protagonista stesso sembra – nella sua visione “romantica”, a tratti persino “platonica” dell’amore – fuori tempo: è una lettura corretta del tuo scritto?

Confermo il fatto che gli scenari che ho tentato di costruire volessero apparire come fuori dal tempo e, per quando spesso lo abbia relativamente ben descritto, dallo spazio. Si noti infatti che ho sempre evitato di fare riferimento al nome di luoghi o di persone. Ho voluto rappresentare una sorta di vicenda archetipica, astratta, in cui chiunque dotato di un cuore potesse rispecchiarsi. Si noti il voluto alone di mistero che avvolge la ragazza e l’isola da cui essa proviene. L’amore provato dal personaggio è appunto, come avete detto voi, un amore in parte “platonico” ed idealizzato. Comunque sia devo negare di aver tratto ispirazione da scenari anni ’60 o ’70, nonostante sia un appassionato di tale scena culturale e, soprattutto, musicale. Il modello culturale sul quale mi sono basato è quello stilnovista del 13° e 14° secolo. Ho tentato di offrire all’ipotetico lettore una realizzazione in prosa ed attualizzata di tematiche tipiche di tali testi poetici. Ad esempio il modello della donna angelo, pura, casta e quasi sacra per poi, però, infrangerlo crudelmente dinanzi agli occhi del lettore, come del narratore. La realtà è ben diversa da quella rappresentata nelle poesie, come lo è da quella che si libra nei sogni ad occhi aperti dello scrittore emergente protagonista del libro. Purtroppo l’ “amore” è spesso più asimmetrico, superficiale e materiale di quello che vorremmo credere. Ha una sua scadenza…

Nel romanzo è evidente la dicotomia fra amore vissuto ed amore sognato: quanto contano in amore sogno e fantasia da un lato e realtà ed esigenze quotidiane dall’altro? In altre parole, credi sia possibile conciliare un amore totalizzante e “pieno” con le difficoltà e gli screzi che la vita quotidiana inevitabilmente finiscono per creare nella coppia?

Come ho già accennato nelle precedenti risposte temo che ormai l’amore inteso nella sua accezione più poetica, letteraria e pura, debba soccombere alla desensibilizzata e desensibilizzante realtà quotidiana di cui ormai siamo più o meno consciamente adepti o, peggio ancora, schiavi. Il sogno è più fragile della realtà con cui prima o poi dovrà cozzare. Io credo che una delle tante ragioni per cui una tale forma di amore duraturo e sincero non sia più possibile, oltre al materialismo dilagante, siano i vari social. Ormai i social hanno drasticamente mutato e riplasmato la nostra percezione del mondo e della vita. Tali mezzi che, da strumenti che inizialmente eravamo noi a gestire, sono diventati i nostri burattinai, possono offrirci la possibilità di osservare, studiare e (perché no?) spiare un’infinità di persone, con cui talvolta possiamo persino facilmente entrare in contatto. Ciò temo vada indubbiamente a sfavore del nostro attuale partner. Tali mezzi ci permettono di confrontarlo costantemente con altre persone che potrebbero apparirci più desiderabili di lui o, al primo momento di crisi, invece di impegnarci a pieno a risanare il rapporto, di dedicare il nostro tempo alla previdente ricerca di un potenziale sostituto. Queste sono alcune delle svariate ragioni per cui sono piuttosto scoraggiato nel credere che un amore vero e duraturo sia ancora possibile, o per lo meno è molto raro lo sia rispetto al passato.

Il romanzo tratta anche e soprattutto dell’amore perduto: quanto fa male in un sentimento la consapevolezza – permanente – che può finire? Quale può essere, a parer tuo, la cura per l’amore bramato, vissuto e poi perduto?

Il mutamento… Quando perdiamo qualcuno che è veramente importante per noi (e non sto parlando necessariamente di amore ma anche di amicizia), quando qualcuno che ci ha accompagnato mano nella mano per un lungo tragitto della nostra vita scompare, per “sopravvivere”, non ci resta che il cambiamento. Gradualmente certo… Dopo un’inevitabile fase di smarrimento… Ma credo che non si possa fare a meno di mutare sensibilmente, perché con la morte di tale relazione, amore o amicizia che fosse, muore inevitabilmente anche una parte di noi che in qualche modo, per poter proseguire il nostro cammino, dovremo ricostruire. Badate bene… Sto parlando di amori e amicizie veramente importanti! Amore ed amicizia sono termini che, noto sempre più spesso, vengono usati con troppa leggerezza. Non confondiamoci quindi con la perdita di persone di cui eravamo infatuati, da cui eravamo fisicamente attratti, o conoscenze particolarmente piacevoli. Io sto parlando di quegli amori e quelle amicizie che ormai sono parte della nostra esistenza, che ci hanno aiutato a trovare una forma concreta e ad assumerla, quelle persone da cui siamo quasi “ossessionati”, se mi lasciate passare il termine con un’ipotetica accezione positiva. Quindi, per non divagare troppo, ritengo che il mutamento interiore sia l’unica cosa che può permetterci di andare avanti, anche se non avremo garanzie se questo mutamento sarà positivo o negativo.

Oggi si parla di “liquidità” dei sentimenti, il che se da un lato sottolinea la caducità degli stessi, dall’altro ne sottintende l’“utilitarismo”: a parer tuo, c’è ancora spazio per un amore che sia davvero “per la vita”? E, se sì, esiste un vademecum per rinnovare giorno per giorno e “stagione per stagione” questo sentimento?

Come ho già sostenuto in altre risposte credo che il periodo in cui ci troviamo a vivere per le ragioni citate (es: i social) non sia il più florido per le relazioni di lunga durata. La vita contemporanea è fatta di flash, di istantanee, di esperienze profondamente intense ed emotive ma che scivolano via rapide dalle nostre mani e che neanche tentiamo di afferrare e stringere al cuore perché sappiamo che c’è già qualcosa di nuovo ad attenderci dietro l’angolo, o meglio, dietro lo schermo del cellulare o del pc. Forse, ormai abituati e assuefatti a questo, l’unica speranza per salvare una relazione è impedire che la polvere riesca ad adagiarsi per troppo tempo sui suoi lineamenti. Dobbiamo cercare di rinnovare ogni giorno, ad ogni appuntamento l’interesse che l’uno prova verso l’altro, anche se capisco essere estremamente faticoso visto che in questa società l’amore non può essere sempre al centro delle nostre attenzioni ed energie. L’amore è simile ad una candela accesa. Prima o poi tutte le candele, per quanto grandi possano essere, sono destinate a sciogliersi completamente. Ma, in questi tempi particolarmente ventosi, l’unica cosa che possiamo fare è tutelare tale fiamma come possiamo, impedendo almeno che questa si spenga prematuramente.

Hai altri lavori nel cassetto? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Ho recentemente scritto un racconto e l’ho inviato ad un concorso che dovrebbe tenersi in autunno. Per il resto varie idee fumose, ma devo ancora inquadrare la mia vera strada, per quanto comunque, come ho fatto in questi miei due libri d’esordio, vorrei evitare di fossilizzarmi su solo alcuni temi. Come spero di aver dimostrato nei miei libri per ora pubblicati, ho intenzione di variare e sperimentare il più possibile.

Prima di concludere vorrei aggiungere per il lettore potenzialmente interessato ad acquistare questo libro ( http://www.recensioniperesordienti.it/2019/02/20/la-ragazza-oltre-il-mare/http://chanceincomune.altervista.org/la-ragazza-oltre-il-mare/  ) , o il suo predecessore “I caduti” (http://www.recensioniperesordienti.it/2019/02/12/i-caduti-storia-di-una-coscienza/http://www.recensioniperesordienti.it/2019/02/16/intervista-matteo-carmignoli-scrittore/ ), che, se questi non fossero disponibili presso i principali rivenditori, può acquistarli facilmente su Libro Co (https://www.libroco.it/ricerca-libri.php?tipo_sezione=tutte&tipo_search=tutto&search=matteo+carmignoli&x=0&y=0 ) , sul sito della mia casa editrice (http://www.bancarellaweb.eu/ ) oppure contattando direttamente me (matteo.carmignoli@libero.it) per prendere accordi su acquisto e spedizione, facendo io in tal caso direttamente da tramite con la casa editrice.

Vi ringrazio di cuore per lo spazio ed il tempo dedicatomi. Vi saluto con affetto.

Grazie alla gentilezza dell’autore, e in bocca al lupo!

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