Intervista a Mariarosaria Conte Scrittrice

Dopo aver letto il romanzo “Io, te e la dislessia”, l’autrice Mariarosaria Conte ha risposto così alle nostre domande.

Da cosa la scelta di raccontare di dislessia? Quali le motivazioni che ti hanno spinta a farlo?

Il romanzo che avete appena letto è un romanzo autobiografico.

È stato il mio secondo romanzo, e ricordo che l’idea mi è venuta in mente mentre ultimavo il mio primo lavoro.

In generale, scrivo per giovani e ragazzi. I miei sono romanzi del genere young adult o racconti per bambini.

Mentre ultimavo “Mare nell’anima”, romanzo adolescenziale perlopiù frutto di fantasia, ricevetti alcune notizie relative a mia figlia e pensai che la realtà supera sempre la fantasia e che il percorso di crescita della mia famiglia avrebbe potuto essere di supporto a tanti genitori disorientati come noi.

Così, unendo la storia alla legge, alle circolari, alla psicologia e a letture scientifiche pertinenti e appropriate, è venuto fuori “Io, te e la dislessia”.

Potresti spiegare all’ “uomo di strada” cos’è la dislessia e cosa implica in chi ne è affetto?

Premesso che il mio romanzo non è un saggio e che, con fatti e aneddoti, viene fuori la dislessia nella sua umanità, sono contenta di questa domanda perché una diffusione corretta di tale difficoltà ne rende più semplice la diffusione e, di conseguenza, la capacità di fronteggiarla.

La dislessia spesso viene utilizzata come termine generale per parlare di diversi disturbi specifici dell’apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia e disprassia.

Il termine specifico fa la differenza, perché sta ad indicare che ci troviamo di fronte ad una persona che ha delle difficoltà limitatamente ad un’aria specifica, non una generale difficoltà ad apprendere.

Vediamo nello specifico:

Dislessia: in generale, si manifesta con una lettura lenta, caratterizzata da errori.

Disortografia: si manifesta con la presenza di errori ortografici ( semplici esempi: mancanza di doppie,  difficoltà nell’esecuzione di gruppi complessi , gn, sci, gli, mancanza di accenti, mancanza di lettere maiuscole, unione di parole…).

Disgrafia: espressione grafica compromessa, la scrittura è spesso illeggibile.

Discalculia: capacità di calcolo, un’abilità logica operatoria e un ragionamento aritmetico inferiore rispetto all’età anagrafica o al grado d’istruzione.

Infine, in generale comprende l’area meramente motoria, ma incide, comunque, fortemente nelle abilità del bambino/ragazzo si può parlare anche di disprassia: l’incapacità o difficoltà a eseguire movimenti diretti ad uno scopo preciso (dal greco fare: incapacità di fare). Un disturbo, quindi, che riguarda la coordinazione e il movimento e che potrebbe comportare difficoltà anche nel linguaggio.

All’uomo di strada potrei dire che, qualora, si trovasse di fronte ad un bambino intelligente, sagace, sveglio, brillante, con grande intuito, ma lento nelle esecuzioni – un po’ in tutte le esecuzioni: dalla lettura alla scrittura, dal calcolo al gesto semplice di portare la forchetta alla bocca, o disorientato nel tempo e nello spazio – probabilmente, si trova di fronte ad un bambino affetto da un disturbo specifico dell’apprendimento.

Pensi che oggi il fenomeno dislessia sia abbastanza conosciuto? E, conseguentemente, che le “agenzie sociali” – scuola e famiglia in primis – siano adeguatamente preparate a fronteggiarlo?

Oggi si parla tanto di dislessia, a tutti i livelli.

 A scuola, nelle famiglie, sui social, anche dall’estetista e dal parrucchiere si fanno chiacchiere sulla dislessia. Ma credo che siamo ancora lontani da una reale comprensione delle difficoltà di un dislessico. In una società proiettata verso il più popolare, il più social, il più bello, il più ricco sembra che non ci sia spazio per chi è diverso. Purtroppo, i valori di condivisione, di solidarietà e comprensione sono poco apprezzati, pertanto, anche se c’è maggiore conoscenza di tale difficoltà, non c’è una vera comprensione.

Nello specifico le famiglie, negli ultimi tempi, hanno fatto dei passi avanti. La scuola deve ancora lavorare molto. Ogni giorno combatto, per i miei figli, battaglie che sembrano non aver mai fine.

Cosa occorre fare – anche a livello legislativo – affinchè i dislessici possano essere integrati pienamente nella vita scolastica e lavorativa?

A livello legislativo, a mio avviso, più nulla: bisogna solo applicare la legge.

Stai lavorando ad altri progetti? Puoi darci qualche anticipazione?

Sì, lavoro sempre ad altri progetti, mi piace scrivere.

A giugno del 2018 è uscita la mia prima raccolta di racconti per bambini “Cinque minuti  prima della Campanella”, a novembre 2018 “Bianca come la neve”, sequel di “Mare nell’anima”, a marzo il racconto “Lucia” nella raccolta “Il dolore del silenzio”.

Al momento, ho un paio di inediti nel cassetto: un romanzo distopico e un’altra raccolta di racconti per bambini. Il romanzo uscirà ad ottobre.

Grazie alla disponibilità dell’autrice, e in bocca al lupo!

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