Intervista a Warren Draghi Scrittore

Dopo aver letto i volumi “Milionari – Il piccolo manuale per chi vive di rendita” e “Come scegliere i fondi comuni d’investimento – Manuale pratico”, l’autore Warren Draghi ha risposto così alle nostre domande.

Siamo abituati a non aver nulla in regalo, e contestualmente a gente che, possidente, ha sempre un inesauribile appetito: come mai offri i tuoi volumi gratuitamente?

Il mercato italiano è già saturo di ebook di chi insegna agli altri come diventare milionari dietro compenso. Non voglio essere l’ennesimo autore che si autoproclama benestante e poi leggendo le sue pubblicazioni si ha sempre il dubbio se in realtà le ha scritte per racimolare quei pochi spiccioli per pagare le bollette. Per questo tutte le mie pubblicazioni sono gratuite, e lo saranno anche tutte quelle future.

Quanto pensi sia possibile oggi per “l’uomo comune” informarsi sulle tematiche da te affrontate, senza ricorrere a consulenti più o meno interessati e dunque più o meno credibili?

Le mie pubblicazioni sono volutamente scritte evitando tecnicismi e gergo tecnico. Sono anche molto brevi e scritte in forma riassuntiva. Utilizzando Google per cercare i temi e i termini di proprio interesse si ha abbondanza di risorse gratuite, dalle più tecniche alle più elementari. Purtroppo nessuno ha la formula magica (e breve) per evitare un esagerato lucro di chi gestisce il risparmio a discapito dei clienti, serve tanto studio. L’importante è evitare fregature macroscopiche, per questo ci vuole poco, poi l’ottimizzazione del portafoglio ad personam è cosa ben diversa; è molto complesso e richiede tanto lavoro e impegno, oltre all’uso di applicativi professionali e costosi.

Quanto conta l’esperienza sul campo – oltre ad un minimo di teoria – ai fini di effettuare investimenti davvero fruttuosi?

Non conta molto. Il mercato è mutevole e non segue regole teoriche fisse. Quando pensi di sapere tutto, inevitabilmente, il mercato ti dimostra che in realtà non ne sai niente. Anno dopo anno si susseguono presunti guru dall’eccezionale curriculum ed esperienza e tutti, alla prova del test sul campo (cioè la creazione del proprio fondo di investimento), falliscono miseramente. Conoscere uno strumento finanziario a fondo è cosa ben diversa da sapere quando comprarlo e venderlo. Per questo in tutte le mie pubblicazioni consiglio di seguire gli indici di proprio interesse, ponderati secondo la propria propensione al rischio, secondo un’ottica di investimento di lungo termine, con pochi movimenti e ottimizzando i costi di gestione. Così facendo il rischio di incorrere in perdite è davvero minimo.

Che possibilità c’è che un “pesce piccolo” possa arricchirsi in un contesto ipercomplesso e ipercompetitivo qual è attualmente quello finanziario?

Nessun gestore o investitore è in grado di battere il mercato. Alcuni pesci davvero grossi sono in grado di manipolarlo a proprio piacimento, ma ciò è cosa ben diversa. C’è abbondante letteratura che copre decine di anni di dichiarazioni di presunti guru, che dietro lauti compensi hanno fatto previsioni e gestito il denaro altrui e la scena e il contrappeso è sempre lo stesso: il cliente le previsioni le paga, e all’atto pratico questo extra costo non giustifica le performance ottenute se paragonate a strumenti dal bassissimo costo di gestione. Dal lato dell’investitore fai-da-te invece ci sarebbe da verificare se l’extra performance ottenuta rispetto ad un indice non sia stata in realtà aumento dell’esposizione al rischio, e nel 90% dei casi è così.

Hai in progetto altre pubblicazioni? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Oltre a questi due testi ho già pubblicato altre due mini guide: “Unit Linked (polizze ramo III) truffa o opportunità?” e “Appunti vari di borsa e finanza”. Al momento sto redigendo il volume II di quest’ultimo.

Grazie alla disponibilità dell’autore, e in bocca al lupo!

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