Intervista a Luca Murano Scrittore

Dopo aver letto la raccolta di racconti “Pasta fatta in casa – Sfoglie di racconti tirate a mano”, l’autore Luca Murano ha risposto così alle nostre domande.

Da cosa deriva la scelta di un titolo così originale ed inconsueto – persino “spiazzante” – per una raccolta di racconti?

Pasta fatta in casa è anche il titolo di un racconto che è contenuto nel libro e al quale sono molto legato. È un racconto che parla di perdita, di consapevolezza, e del modo in cui perdere qualcosa o qualcuno cambi le nostre vite. Il fatto poi che fosse così ‘fuorviante’ rispetto alle tematiche trattate per me ha significato un valore aggiunto. In una realtà editoriale in cui i libri di cucina la fanno da padrone mi piaceva l’idea di camuffarne uno. Una specie di cavallo di Troia letterario…

Perché, mentre sempre più spesso si tende ad offrire “vie di fuga” dalla realtà, tu hai invece scelto di narrarla “nuda e cruda”?

Perché alla fine fuggire è solo una delle tante opzioni che abbiamo a disposizione, probabilmente la più semplice. Qui ho voluto dare spazio alle altre ‘opzioni’ quelle meno immediate ma non per forza più corrette.

A chi e cosa ti sei ispirato, se non è tutto frutto della tua immaginazione? Perché la scelta di protagonisti sempre diversi, ed in così gran numero?

C’è un libro che non ho mai letto ma che ha un titolo che potrei chiamare in causa per rispondere a questa domanda: “La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola”, di Raphaelle Giordano. Pasta fatta in casa nasce un po’ con questa intenzione, declinarsi in esistenze altrui, diverse e variegate. In questo senso non mi sono limitato ad assecondare il mio ‘io’ autobiografica ma ho preferito dare opportunità a tutte quelle voci e a tutti quei colori che abitano nella mia testa.

Come sei riuscito a passare con tanta apparente facilità da racconti drammatici ad altri non di rado comici?

In fondo ilarità e drammi sono facce di una stessa medaglia e ho sempre trovato di grande aiuto per me, in qualunque ambito, riuscire a trovare il lato comico in situazioni drammatiche e viceversa.

Tu hai pubblicato con BookaBook, piattaforma di crowdfunding per scrittori: rifaresti questa scelta? Quali, a parer tuo, le criticità, se ve ne sono, legate ad una tale modalità editoriale?

È una bellissima opportunità in quella giungla che è il mondo dell’editoria italiana. Sicuramente lo sforzo che l’autore deve profondere in una campagna crowdfunding non è da sottovalutare: impegno e dedizione sono ingredienti fondamentali per la riuscita della ricetta. È comunque un ottimo strumento per un esordio letterario.

Hai altri progetti letterari? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Mi piacerebbe, prima o poi, uscire dalla mia comfort zone e gettare le basi per un romanzo ma, al momento, la dimensione del racconto mi rimane più congeniale. Per chi avesse voglia segnalo qui il mio blog http://vaicomesai.blogspot.com/

 Grazie alla disponibilità dell’autore, e in bocca al lupo!

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