I Caduti – Storia di una Coscienza

caduti libro bisMatteo Carmignoli nel suo I Caduti – Storia di una Coscienza esplora le pieghe più nascoste, inconfessabili, istintive dell’animo umano, svelandone la natura spesso violenta, masochista e sadica ad un tempo, finanche bestiale.

Il romanzo narra le vicende – interiori e allucinate, per lo più – di un professore precario di Lettere in un Istituto Professionale; di giovane età, risulta sin da piccolo incapace di vivere una vita “normale”, alla stregua di quella che gli sembra gli altri conducano invece con estrema naturalezza.

L’esistenza del giovane è «un ponte che barcolla in un abisso», e lui è perseguitato da un angelo caduto, cornuto e con gli zoccoli ch’è Lucifero in persona, ridente come chi sa che – nonostante la strenua resistenza – la vittima predestinata cadrà in suo potere.

Nella mente obnubilata del protagonista – non di rado annebbiata dall’alcool – una prostituta, sua nipote, un anziano collega, diventano personaggi di un ménage che attraversa senza soluzione apparente di continuità da toni romantici ad acuti scabrosi.

Più di tutte, interessante la figura dell’unico allievo che presti una qualche empatia rispetto alla sensibilità, al disagio, all’inquietudine perenne del protagonista: Carlo, da ragazzo timido ed introverso, diviene prima personaggio sui generis – in quanto ad abbigliamento ed atteggiamenti – decisamente in vista in classe e nell’intero istituto scolastico, per poi incarnare la caducità colpevole di Lucifero in persona.

I “caduti”, dunque, sono coloro «goffamente inciampati, là dove gli altri volteggiano eleganti»: «nascono stridenti pur percependosi armonici», hanno dentro «una belva assopita ed incatenata, un Demone bramante libertà, che, prima o poi, una voce, un volto o un qualche evento casuale risveglierà.»

Pagine accattivanti ed allucinate, vero e proprio flusso di coscienza, libero dirompente e selvatico, “dannatamente” (è proprio il caso di dirlo!) scomodo, perché – citando Nietzsche – «chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E, se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te…»

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