Intervista a Clarissa Tornese

Dopo aver letto il volume “Diario di una squilibrata”, l’autrice Clarissa Tornese ha risposto così alle nostre domande.

Janis, la protagonista del tuo romanzo, è una ragazza sui generis, ma in fondo nemmeno tanto dissimile da tante coetanee e coetanei del mondo di oggi, pervasi – talora più o meno consapevolmente prostrati – da una precarietà costante e onnipervasiva. Quanto, secondo te, la precarietà lavorativa ha inciso e incide sull’incostanza delle relazioni?

Incide moltissimo, il problema è contenuto nella nella parola stessa; “precarietà”. Essere “precari” nel lavora porta ad esserlo anche nella vita perché non riesci mai a sentirti con i piedi ben saldi a terra. Tutto potrebbe cambiare nel giro di un soffio, ciò fa sì che anche fare progetti che vadano più in la di una semplice uscita a cena con gli amici risulti molto complicato. E allora figuriamoci quando si parla di “andare a vivere insieme” o “prendere casa” o addirittura “fare un figlio”. Finché siamo solo responsabili per noi stessi si può anche pensare di rischiare, ma quando si diventa responsabili per qualcun altro in discorso cambia parecchio.

Credi che la libertà sessuale vissuta disinvoltamente da Janis sia un valore aggiunto o un disvalore nella vita della protagonista ed in generale in quella di quanti la praticano?

Nella vita della protagonista non è assolutamente un valore aggiunto in quanto sintomo dei suoi problemi legati all’auto-distruzione ed anaffettività. Detto ciò, trovo che la libertà sessuale possa essere un valore aggiunto nella vita di quanti la praticano se vi è lucidità, consapevolezza ma sopratutto rispetto nei confronti delle altre persone. 

Fumo e alcool sono modalità di fuga dalla realtà, utilizzate più o meno esplicitamente per evitare di pensare al domani, cogliendo appieno l’attimo fuggente, come vivendo in un eterno presente. E’ possibile e sensato (dal tuo punto di vista, ovviamente) vivere una vita sempre “al massimo”, o – in altre parole, continuando a parafrasare Vasco Rossi – condurre una “vita spericolata”?

No e… no; mi spiego meglio. La bellezza dell’andare al massimo (secondo me) sta nell’accelerazione, ovvero nel momento in cui passi dalla prima alla quinta. Se vai sempre “al massimo” non solo lasci tutti indietro (ritrovandoti inevitabilmente solo) ma non vivi nemmeno più l’adrenalina di quell’attimo folle, perché diventa la tua abitudine. E per quanto mi riguarda, tutto ciò che è abitudine… m’ammazza!

Credi che Janis abbia infine trovato un proprio equilibrio interiore, grazie al proprio compagno ma soprattutto alla creatura che porta in grembo?

Non mi sbilancio perché non voglio “spoilerare” nulla, vi dico solo che chi nasce squilibrato è difficile che cambi. Può migliorare, questo sì, ma la pasta è sempre quella.

Infine, una considerazione: la figura della psicologa sembra quasi impotente, suo malgrado marginale, finanche ininfluente nelle vicende di Janis. Quanto, a tuo parere, la psicoterapia può aiutare a viver meglio, aiutando a conoscer meglio se stessi? Esistono altri strumenti altrettanto o più efficaci (le discipline orientali ed olistiche, ad esempio)?

Non nascondo di essere stata un’assidua frequentatrice di psicologi e psicoterapeuti (talvolta anche neurologi, ma non c’è feeling tra noi…) e devo dire che la maggior parte del lavoro, senza offesa, l’ho sempre fatto da sola. Lo psicologo può essere colui che ti illumina la strada, ma se non te la senti di percorrerla con le tue gambe non c’è modo alcuno di fare passi in avanti. Per quanto riguarda le discipline olistiche ed orientali non mi pronuncio perché ammetto di non conoscerle (ma da ciò che ho appena letto su Wikipedia sembrano molto interessanti!).

Hai altri lavori nel cassetto (magari un sequel delle vicende di Janis)? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Sto per pubblicare un secondo  romanzo che però ha una protagonista diversa (sempre stramba a modo suo).

Sul sequel ci sto lavorando in questo momento, ecco perché non mi sono sbilanciata sulla domanda dell’equilibrio interiore di Janis… dico solo che la sua vita è tutt’altro che noiosa e affatto equilibrata!

Grazie alla disponibilità dell’autrice, e in bocca al lupo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *