Diario di una squilibrata

diario-squilibrata-1Come si può chiamare una figlia Janis?

E’ quello che la protagonista del Diario di una squilibrata vorrebbe chiedere alla propria madre hippie incallita.

Se, però, vale il detto latino nomen omen, la trentenne che scrive in prima persona questo strampalato diario – dietro consiglio della propria, disperata psicologa – non poteva avere comportamenti meno eccentrici di quelli che effettivamente ha: fumatrice incallita, bevitrice senza ritegno, collezionista di relazioni sessuali tanto anaffettive quanto fugaci, vive alla giornata, ingegnandosi a racimolare qualche soldo con lavori saltuari, quel tanto che basta per tentare di pagare (con scarso successo, per la verità) l’affitto di una casupola a Trastevere, nel cuore di Roma.

Janis è figlia, in fondo, della propria inquietudine, della propria insofferenza alle convenzioni sociali; è una giovane donna sempre inconsapevolmente alla ricerca di qualcuno in cui potersi specchiare per trovare riflesso al disagio esistenziale che la divora. E proprio la frustrazione che le deriva da questa ricerca apparentemente inconcludente la spinge all’obnubilamento ed alla volontà di perdita di sé attraverso i fumi dell’alcool e della nicotina.

La scrittrice Clarissa Tornese, in trasparenza rispetto a pagine apparentemente leggere e scanzonate, comicissime, descrive la fragilità di una generazione ribelle e velleitaria, incapace di ritrovarsi negli schemi familiari e sociali tradizionali, alle prese con un mondo in continuo cambiamento che disorienta e, persino, impaurisce.

Quando tutto sembra definito e “chiaro”, ecco apparire il magistrale colpo di scena, in grado di rimettere in discussione convinzioni evidentemente tutt’altro che granitiche ed insovvertibili…

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