Geremia

mustang-autoCi troviamo davanti ad un romanzo progettato dallo scrittore Lorenzo Ruggeri con estrema cura, dalla scelta dei particolari – un uomo che si presenta a bordo di una Mustang che ha fatto storia, acchittato in modo elegante ma eccentrico – alla costruzione di un testo estremamente evocativo, raccontato in modo talmente crudo da sembrare quasi un film sottotitolato.

Geremia (che dà il titolo all’opera) è un personaggio alquanto singolare, tanto carismatico quanto pericoloso. Si presenta ai suoi “prescelti” nel momento esatto in cui essi hanno più bisogno di quella soluzione drastica per ribaltare una situazione dolorosa, per quanto, forse non proprio mossi da sentimenti molto nobili. Perché il riscatto cercato è guidato dal senso di vendetta, dalla rabbia cieca verso il torto subito da qualcuno che spinge loro a desiderare di lavare l’onta ad ogni costo, senza nemmeno vagliare le conseguenze di quella richiesta.

È incredibile quanto, in un momento di sconforto, ci si possa affidare completamente al sorriso di un estraneo che ci porge quella mano di cui abbiamo bisogno, anche se questo compare all’improvviso, a bordo di un’auto o dal riflesso in uno specchio, leggendo i desideri più tetri dell’essere umano e proponendosi di realizzarli. Ovviamente, però, questo comporterà un prezzo da pagare, che lui tornerà a riscuotere, prima o poi, e nessuno potrà mai tirarsi indietro.

Il romanzo si apre con un prologo di presentazione che non anticipa nulla, anzi, addirittura sembra lasciare il protagonista in secondo piano, introducendolo successivamente, nel momento clou di ognuno dei tre episodi. La sua vera identità viene svelata solo nel momento cruciale della storia, ed il suo piano verso un finale che lascia di stucco, poiché tutto è stato sapientemente celato all’immaginazione del lettore più fantasioso.

E verso le ultime righe, forse, riusciamo perfino a provare simpatia per quel personaggio tetro che dovremmo invece sfuggire come ci è stato insegnato da sempre.

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