Il pinguino con le ali

pinguino_aliIl pinguino con le ali non è altro che, attraverso una metafora efficace e suggestiva, un manoscritto che diviene libro.

Laura Calderini appronta un romanzo breve originale e piacevolissimo in cui, attraverso la protagonista, Greta, narra quelle che evidentemente sono state le proprie peripezie nella stesura del primo libro: un libro non è solo pagina scritta, ma un insieme di pagine coerenti fra loro, capaci di tenere un certo ritmo, “vestite” con parole adeguate e mediante una veste grafica atta all’ “indole” del libro stesso.

Greta, prima di approdare al suo editore, passa attraverso le forche caudine di tutta una serie di “speculatori della parola”, disposti a pubblicare qualsiasi cosa purché a pagamento: un habitat che quanti si cimentano col mondo dell’editoria contemporanea (soprattutto di quella on line) ben conosce, come conosce le incertezze, le frustrazioni, il senso di profonda delusione che ne deriva.

L’editore effettivo – una specie di anacoreta sui generis che “vive editando” ed “edita vivendo” – fa col romanzo di Greta le veci di una amorevole levatrice, scommettendo sulla bontà dello stesso, e curandone ogni aspetto – formale e sostanziale – proprio come si fa con un figlio: onore ai piccoli editori, gli unici che ancora danno voce a libri fuori del comune e fuori del coro, che altrimenti l’editoria “industriale” spietatamente abortirebbe!

“Il pinguino con le ali” è un metalibro, un libro cioè che parla di sè e della propria gestazione (non a caso la voce narrante è proprio quella del libro stesso), un “vademecum dell’esperienza” affinché ogni scrittore sappia cosa lo aspetta prima di diventare tale.

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