I debiti

debiti“Attendo l’alba dell’umanità rinata, radicalmente nuova”. Forse proprio quest’ultima frase dell’ultimo rigo racchiude in sé gli elementi salienti del volume I debiti:  l’incrollabile speranza (nell’uomo) / fede (in Dio) e la progressiva, sempre più pressante necessità di una condotta di vita radicalmente diversa. Un’esistenza pienamente “umana”, dunque – nella visione proposta – aliena dall’indifferenza, dall’insofferenza, dalla superficialità connotanti il mondo contemporaneo.

Celata dietro lo pseudonimo di “Berenice”, l’autrice imbastisce una autobiografia che è occasione per sfociare sovente sul terreno insidioso del saggio socio-psicologico, persino in quello del trattato religioso, pur senza mai appesantire la narrazione, che sovente indomita e ferina sublima in vero e proprio flusso di coscienza, con le relative reiterazioni, allusioni ed illusioni; due le costanti che emergono commoventemente dal testo: le difficoltà nell’affrontare situazioni quotidiane sempre più paradossali e “complicate” e il peso soffocante e montante dei debiti.

Berenice ha “peccato” di troppo altruistico “umano” amore, evidentemente: in una società che snobba il vicino, che volutamente ignora le ingiustizie, finanche le più banali e “quotidiane”, che si disinteressa a quanto non coinvolga direttamente l’individuo, lei ha risposto con denaro contante ad una richiesta di aiuto – prima invocante, poi minatoria – da parte di un povero; si è trovata intimidita dalla malavita, mal tollerata dalla Polizia, nella necessità di contrarre debiti per far fronte alle spese familiari, con un marito lontano (pur sempre amatissimo) e una figlia da introdurre al mondo nel modo più indolore possibile. Ma Beatrice ha anche sperimentato la crudezza dei Centri di Igiene Mentale, dell’affido altrui della figlia, dell’abbandono da parte di tanti presunti amici, della malattia dei genitori…

Una scrittura convulsa e coinvolgente, angosciante ed imperiosa: una narrazione apparentemente ossimorica, che accompagna dritto all’essenza dei valori antichi e fondanti, al nocciolo dei rapporti umani; parole e situazioni atte a far gettare la maschera delle false lusinghe (economiche, amicali, emotive), vero cancro della società coeva.

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