Intervista a Viola Musaraj

Dopo aver letto il volume “Dark Dreams”, l’autrice Viola Musaraj ha risposto così alle nostre domande.

Innanzitutto, il titolo: perché scegliere di sottolineare l’aspetto più “oscuro” della vicenda, se per tanta parte trattasi di romanzo giovanilista con qualche concessione al romanzo “rosa”?

Il punto centrale della saga, che sarà ancora più chiaro con i sequel, è la ricerca di sé stessi.

Sarah, la protagonista, è una diciassettenne che fa fatica a capire quale sia la sua vera natura; la ragazza con i migliori voti a scuola, la figlia del parroco della sua città natale morto di cancro, una ragazza innocente ma allo stesso tempo una ragazza che ogni giorno vive a contatto con gli eccessi dei suoi coetanei (droga, sesso e feste).

Tutti gli adolescenti vivono quel momento in cui si è portati a dover scoprire chi si è davvero e uno dei modi più comuni per farlo è commettere degli sbagli. Sarah ne commetterà tanti, perseguitata dalla ombra oscura del suo carattere che la tormenterà nell’unico posto in cui non si può mentire a sé stessi: i sogni.

La narrazione in prima persona aumenta il pathos narrativo, coinvolgendo il lettore nei drammi esistenziali della giovane Sarah Bloom, che tuttavia poca cosa paiono rispetto al quadro di una società (quella della ricca cittadina di Goldmist) materialista, corrotta e falsa; quanto pensi sia stato importante ampliare l’osservazione dal microcosmo della protagonista al macrocosmo sociale della città?

Questa, sì, è la storia di Sarah, ma anche quella di Goldmist. Il destino della protagonista sarà inevitabilmente intrecciato con alcuni importanti esponenti della sua città.

È stato molto importante fondere i due mondi, poiché avranno un grosso impatto gli uni sugli altri; Sarah, a causa di un triste evento di cui è stata vittima, si è ritrovata parte di un mondo che non le appartiene ed è stata proprio questo suo essere diversa dai suoi concittadini ad averle permesso di scoprire cosa si celasse dietro quella che sembrava essere la città dei suoi sogni.

Nel racconto, i due maschi per eccellenza, Jay e Dick, paiono antitetici, pur essendo fra loro migliori amici: il primo solare e “dolce”; il secondo tenebroso e “maledetto”. Non credi che connotare così univocamente due personaggi fondamentali li esponga al rischio di cadere nel luogo comune?

Assolutamente no. La verità è che Jay, il dolce, è anche lui dannato. Così come Dick, il maledetto, è dolce. Proprio Sarah è la prova di come non ci sia ‘un buono’ e  ‘un cattivo’ in senso assoluto,  ma come bene e male siano entrambi presenti in noi. Proprio il fatto che sia facile pensare che Jay sia buono e Dick sia cattivo porterà il lettore a riflettere che in realtà le apparenze ingannano.

Urban Skull è, a parer nostro, la tua creatura più accattivante: un giustiziere sconosciuto che rivela gli scheletri negli armadi altrui, rendendo pubblici segreti scottanti; perché nelle ultime pagine lo hai connotato con una vena di negatività quasi orrorifica?

Perché Urban Skull è, sì, un giustiziere ma non è di certo una figura dolce. È disposto a tutto pur di svelare cosa si celi dietro il velo dorato di Goldmist.

Quando si è disposti a tutto per vendetta, al fine di raggiungere un obiettivo, a volte si scende a molti compromessi con la nostra idea di bene. Le vene horror e mistery del romanzo non faranno altro che aumentare nei sequel, proprio perché verranno raccontate le ragioni che hanno spinto Urban Skull a diventare chi è adesso;  è stato un evento ben preciso a determinare la sua esistenza e sarà proprio Sarah a scoprirlo.

Il finale è sorprendente, tanto inatteso quanto inquietante: ci sarà un sequel alle vicende di Sarah Bloom e Urban Skull, vero?

Senza dubbio! Ho in programma il volume due e tre di Dark Dreams.

In seguito pubblicherò un prequel della saga: Il Diario di Urban Skull.

Hai progetti di diversa tipologia narrativa? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?

Attualmente scrivo per l’applicazione americana Episode Interactive dove scrivo e programmo informaticamente storie interattive in inglese. Sicuramente continuerò a scrivere in questa piattaforma poiché mi permette di interagire con i miei lettori (più di dieci milioni in tutto il mondo).

A breve farò domanda per il posto di sceneggiatrice per una famosa compagnia di video giochi poiché adoro scrivere trame di storie interattive.

Inoltre ho già scritto il primo volume di una saga fantasy che è attualmente nelle mani della mia agenzia (www.grafein.net), con cui stiamo cercando la migliore soluzione editoriale per il libro.

Grazie alla disponibilità dell’autrice, e in bocca al lupo!

Grazie a voi per questa bellissima opportunità.

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