Intervista a Lina Giudetti

Dopo aver letto il romanzo “Anime di Luce – Perseo”, l’autrice Lina Giudetti ha risposto così alle nostre domande.

Il tuo romanzo sin dal titolo (le “Anime di Luce” sono i “figli di Sirio”, extraterresti) sembra inserirsi in una summa della mitologia atlantidea, egiziana e quindi greca, all’interno della quale scegli di sviscerare – arricchendolo con tue intuizioni – il mito di Perseo, cogliendone peraltro il lato più romantico e “rosa”, dunque inedito: quanto le mitologie antiche mediterranee sono legate fra loro e qual è – se c’è – il rapporto con le mitologie orientali?

Tutte le mitologie sulle divinità sono legate tra loro, specialmente quelle più antiche non importa se mediterranee od orientali. Non è un caso che in ere ormai dimenticate c’erano così tanti culti politeistici. Culti che in molti casi ho studiato a fondo scoprendo che tutti questi Dèi che venivano chiamati attraverso nomi differenti dai vari popoli della terra, erano in verità sempre gli stessi. Solo per citare un esempio,  il messaggero degli Dèi veniva chiamato Hermes dai Greci mentre i Romani lo chiamavano Mercurio; gli Egiziani lo chiamavano Thoth; i Sumeri lo chiamavano Ningishzidda; i Maya lo chiamavano Kukulkàn, i Babilonesi lo chiamavano Nabu e via dicendo, ma soprattutto,  anche la Bibbia lo cita attraverso un nome preciso… Enoch, il messaggero e scriba degli Elohim (parola che significa esattamente Dèi)… quello che cerco di spiegare, è che la relazione che lega tutti questi miti trova le sue radici nella religione tramandataci da secoli e in tutto il mondo.

Per comprendere l’origine e la connessione tra i miti e presunti fatti storici e religiosi, può rivelarsi utile studiare innanzitutto i testi di Enoch. I famosi figli del cielo che si unirono alle figlie della terra, altri non erano se non i figli di Sirio ai quali accenno nel mio romanzo. Degli esseri evoluti provenienti dalle dimensioni o cieli più alti che nel lasciare la loro dimora primiera per istruire l’umanità sul percorso dell’evoluzione, ma anche sul bene e sul male, rimasero in molti casi incastrati nella dimensione inferiore di questo pianeta perché “tradirono” la loro natura eterea, per diventare “carnali” in quanto rimasero sedotti dalla bellezza di donne mortali e dalla tentazione di unirsi a loro, ma anche di comandare e imporre domini. Ecco chi erano i Nefilim menzionati sempre dalla Bibbia o Lucifero, poi diventato l’emblema degli angeli caduti. Tuttavia, non bisogna pensare che fossero tutti esseri superiori che discendendo su questa terra divennero corrotti, molti invece si sacrificarono (da Noè a Enoch e da Mosè fino a Gesù) accettando di discendere qui sulla terra per combattere il male e le ingiustizie e per riportare l’amore e l’equilibrio. Enoch ne parla chiaramente nei suoi libri. Racconta dell’età dell’oro in cui gli Dèi camminavano con gli uomini per aiutarli a seguire il loro percorso e cita che si stabilirono sul Monte Hermon che i Greci io credo chiamassero semplicemente Monte Olimpo… è un discorso davvero assai ampio questo, ci sarebbe molto da dire per spiegare meglio tutte le connessioni mitologiche e bibliche chiarendo chi era chi, del resto, io ho scritto e pubblicato anche un saggio dal titolo “Atlantide e gli Dèi dell’Olimpo” proprio per approfondire tutto questo.

Perché hai scelto, fra le tante storie d’amore tramandateci dai classici, proprio quella fra Perseo e Andromeda? Cosa l’ha resa “speciale” ai tuoi occhi?

Beh, loro sono i personaggi della mitologia greca che ho sempre preferito. La leggenda che li riguarda l’ho sempre trovata estremamente romantica e sensuale. Lui bellissimo eroe senza macchia, figlio di un Dio supremo e lei una principessa candida e innocente che secondo i miti, viene salvata proprio da Perseo un giorno in cui rischia di essere divorata da un mostro marino e tutto, solo a causa degli errori di sua madre… cosa c’è di più romantico per una donna che essere salvata da un uomo stupendo, forte e coraggioso per giunta figlio di un Dio? Il solo osservare i dipinti realizzati sul loro primo incontro ha sempre acceso il mio interesse facendomi volare con la fantasia e l’immaginazione… si può essere innamorati di un mito? Ebbene, io lo ero di Perseo sin dall’infanzia!

Perseo, per come lo racconti, spicca fra gli altri uomini suoi coevi soprattutto per una superiore considerazione della donna – non “oggetto” ma “soggetto” d’amore – oltre che per una visione della sessualità meno ferina e bestiale: è questo – e cos’altro? – che lo rende ai tuoi occhi un personaggio “moderno”?

Moderno non direi proprio. In verità, a me, un uomo che ami con una tale intensità e rispetto una donna, senza trattarla come un oggetto e vivendo con lei una sessualità dolce, altruistica e premurosa ma al contempo passionale, sembra un uomo di altri tempi, il classico principe azzurro che forse ogni donna vorrebbe avere al suo fianco! Perseo infatti, per come lo caratterizzo, ammetto senza difficoltà che rappresenta il mio prototipo d’uomo ideale. Forte, coraggioso, integerrimo, bello, sensuale, dolce in amore e carico di raffinato eros per la donna che ama… ma… esiste davvero un uomo del genere in epoca moderna? Mmh… beh, se lo incontro, te lo dico… intanto sognare fa bene al cuore!

Quanto pensi ci sia di vero nella presunta origine extraterrestre degli esseri umani? Hai in proposito una tua teoria?

Molto. Come ho già accennato in una delle mie precedenti risposte, basta iniziare a studiare i testi di Enoch per comprendere che non siamo affatto soli in questo universo e che ogni razza umana deve la sua origine a esseri provenienti da dimensioni superiori. Se ho una mia teoria a riguardo? Sì, la stessa che si può comprendere leggendo i testi di Enoch ribadisco, ma anche di Ermete Trismegisto. Molti studiosi hanno compreso ormai che gli Dèi dell’Olimpo erano extraterrestri associabili a importanti figure bibliche come lo stesso Enoch, Noè, Mosè ecc. che difatti, vengono spesso anche citati come arcangeli. Noè non era forse associato al nome dell’arcangelo Gabriele o Enoch a quello dell’arcangelo Metraton? E gli arcangeli non sono forse esseri superiori? Non erano esattamente Dèi, ma come spiegava Trismegisto, erano visti e considerati tali da razze di uomini con abilità psichiche inferiori in tempi antichi.  Del resto, accadrebbe la stessa cosa se per esempio uno scienziato di questa terra con alte conoscenze mediche e tecnologiche andasse a colonizzare un pianeta abitato da popoli assai retrogradi ignari di cosa siano la scienza, la medicina o la tecnologia… sarebbe visto come un Dio, un essere superiore. Ancora una volta il discorso è ampio, ma approfondisco nel saggio che ho citato prima le teorie in cui credo.

Alla luce della complessità e della poderosità del tuo romanzo, si intuisce la presenza di una solida preparazione alle spalle: quali le fonti e la tua metodologia di studio?

Tutto è cominciato sin da quando ero una ragazzina. Nata in una famiglia molto religiosa (non cattolica), a una certa età iniziai a studiare dei testi inediti posseduti e pubblicati solo dai fondatori di questa religione che furono trovati in varie parti del mondo. Parlavano delle gesta di gente vissuta nell’epoca antidiluviana, di battaglie per il potere, del fatto che prima i continenti di questo pianeta erano tutti attaccati tra loro (ma di questo ne parla anche la Genesi) e di terre che scomparirono sommerse dalle acque e fu allora che si accese la mia curiosità.

Per anni studiai questi libri e in seguito approfondii i miti di Atlantide e della Lemuria, comprendendo quanto interessante fosse la connessione tra leggenda e storia… molti potranno essere ancora molto scettici sull’esistenza di continenti ingoiati dalle acque, ma ormai ci sono diverse prove che la terra, migliaia di anni fa, aveva tutto un altro assetto e forma e le isole che si trovano in mezzo al mare, non sono altro che frammenti di questi continenti. In particolare, si ritiene che le isole di Pasqua siano la testimonianza dell’esistenza della Lemuria, mentre le isole di Bimini la testimonianza dell’esistenza di Atlantide. Inoltre, già solo il concetto di precessione degli equinozi dovrebbe spiegare cosa sia accaduto e cosa ancora accadrà alla nostra terra. I Maya furono i primi a parlarne. Sì, questi sono argomenti che studio da anni e le mie fonti sono tantissime tra testi religiosi, storici e mitologici. Non riuscirei a citarle tutte ma posso rivelare che la mia metodologia di studio non si basa su ricerche casuali bensì su ricerche mirate. Amo da sempre la mitologia e la storia perché mi piace scoprire cosa le colleghi e mi incuriosisce studiare l’origine storica di una leggenda, poiché davvero, ogni leggenda ne ha una.

Puoi parlarci del rapporto fra questo romanzo e gli altri – sempre a tema mitologico – di tua produzione?

Sì, certo. Perseo è solo il terzo romanzo di una saga mitologica da me creata ed è in verità, uno spin off di una duologia che ho scritto che tratta di Atlantide ma di molti altri argomenti come le malattie, la medicina olistica, i poteri psichici, la vita oltre la morte, le dimensioni extra-corporali e tanto altro ancora. Questa duologia inoltre, approfondisce meglio che in Perseo, le figure degli Dèi dell’Olimpo e offre un quadro a metà strada tra leggenda e realtà, di com’era fatta la società atlantidea in epoche ormai remote e dimenticate secondo me tutt’altro che fantasiose.

La verità è che la mitologia greca, come anche quella egiziana, trovano origine proprio nell’esistenza di continenti sommersi come Atlantide e la Lemuria. Perseo nacque quando Atlantide ancora non era stata ingoiata dalle acque. Ognuno degli argomenti che affronto nei romanzi della mia saga mitologica è connesso agli altri.

Hai altri lavori nel cassetto? Puoi darci qualche anticipazione?

Ancora nulla di pronto, ma continuerò a scrivere altri romanzi per questa saga e anche romanzi di altro genere perché riesco a scrivere generi differenti o… almeno ci provo!

Grazie alla disponibilità dell’autrice, e in bocca al lupo!

Grazie a voi e crepi una volta per tutte questo lupo!

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