Eccomi ci sono ancora

eccomi ci sono ancora 1Gina Scanzani non è una scrittrice, lo dichiara lei stessa; è in primis una donna che combatte strenuamente e con tutte le proprie fragilità contro un male dal nome spaventoso: sclerosi tuberosa.

Eccomi, ci sono ancora incarna la testimonianza non solo della lotta, vissuta attraverso notti insonni, albe che la trovano fiaccata nel corpo e nello spirito, giorni interminabili, ma soprattutto delle incomprensioni provenienti dal mondo e al mondo dirette, laddove l’altro da sè appare autenticamente “nudo”, popolato da persone e valori aleatori e inaffidabili: le molte assenze e le rare presenze impreziosiscono l’imprescindibilità dei vincoli di sangue, su tutti quello primigenio e insostituibile della madre, vero e proprio timone nei marosi della malattia.

E il tempo perde senso, gli attimi si dilatano, le ore talora si contraggono; solo, resta inalienato e inalienabile il rapporto con la natura, un tripudio di sensi e di colori, rumori, odori troppe volte ignorato dalla vita che la società (e noi stessi, sovente) ci impone: combattere il cancro significa in qualche modo intagliare l’essenza dalla forma, far affiorare la parte più autentica e solitamente nascosta di sé, e prenderne profondamente coscienza.

Ogni capitolo è una tappa, apparentemente piccola, che riveste tuttavia importanza vitale per chi la vita deve conquistarsela attimo per attimo: i corsivati introduttivi e i componimenti che seguono il diario connotano la scrittura dell’autrice quale riflesso dei propri stati d’animo, effimeri e cangianti, pur sempre preziosi e degni di esser vissuti.

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