Intervista ad Antonio Giugliano

Dopo aver letto la raccolta di racconti “Corpi”, l’autore Antonio Giugliano ha risposto così alle nostre domande.

Innanzitutto, qual è la molla che ti ha fatto scrivere storie di “amori” perduti e “malati”, in piena controtendenza rispetto alla vulgata corrente?

Mi incuriosiscono le cose di cui non si parla molto. In un epoca come questa in cui tutto è omologazione, cosa resta per non impazzire o rincretinire del tutto se non percorrere le vie meno battute?

Il libro contiene racconti i cui personaggi sono “corpi” violenti e violati; per costoro, pensi sia normale tentare di riscattarsi rispondendo alla violenza con altra violenza?

Faccio un paragone forse un po’ azzardato ma secondo me attinente. Prendiamo, per esempio, i social: uno dei terreni in cui alligna il livore massificato, l’insulto gratuito e simili. È una cosa di cui si è scritto e parlato molto, ultimamente. Quando mi è capitato di imbattermi, curiosando, in commenti o post dai quali emergeva un livello di odio o abiezione o chiusura mentale totale, mi è venuta voglia di indagare che tipo di persona rivelasse quel post o commento. E cosa potesse essergli capitato per arrivare a un livello simile. Certo, i miei sono personaggi e situazioni inventate e hanno a che vedere con la mia immaginazione, il che potrebbe condurre a un’indagine su chi sono io, naturalmente. C’è una differenza tra me e loro tuttavia. Io indago le motivazioni e in questo cerco di aumentare la mia capacità di comprensione del mondo. Essi, purtroppo, lo fanno molto difficilmente.

La donna, oltre che vittima, nei tuoi racconti appare soprattutto come “carnefice morale” degli uomini; quanto pensi incida il comportamento femminile negli ascessi d’ira degli uomini, con le nefaste conseguenze che sovente ne scaturiscono?

Io penso che in una relazione di coppia non ci siano ruoli dai contorni perfettamente definiti, ovvero nessuno è perfettamente carnefice o vittima. Non amo le generalizzazioni e se devo parlare di uomini e donne preferisco sempre riferirmi a quel dato uomo e a quella particolare donna. Ciò detto, mi pare che oggi il ruolo della donna, per quanto spesso ancora purtroppo subordinato a quello maschile, non sia poi messo così male. Certo, il discorso sarebbe lungo a farsi, ma per esempio chi conduce i TG e le trasmissioni televisive è quasi sempre una donna. Questa è però una domanda ostica, che richiederebbe molto più spazio per essere sviscerata completamente. Mi limito a dire che ho preferito descrivere il punto di vista di certi maschi reietti per puro spirito di provocazione. In un panorama culturale soffocato dal politicamente corretto a volte si ha bisogno di una boccata d’aria meno fetida di quella respirata da tanti.

Pensi sia possibile, in una società in cui i generi tendono ad omologarsi (i modelli proposti sono sempre più spesso maschi effeminati e femmine androgine), vivere un amore – romantico e passionale insieme – vero e duraturo? O si può solo scegliere fra una lunga finzione ed una breve, reale fiammata?

L’amore è l’argomento universale per eccellenza, proprio per la sua inspiegabilità. Tutti amano o hanno amato almeno una volta o desiderano essere amati: forse è proprio questa la chiave dei miei racconti, ovvero le conseguenze dell’assenza dell’amore, la sua mancanza. Quanto alla tua domanda, io non faccio eccezione, ancora non ci ho capito un tubo e sicuramente è meglio così.

Da cosa deriva la scelta di lasciare al lettore il compito di immaginare l’epilogo o ricostruire l’antefatto di tanti tuoi racconti? E perché narrativamente hai scelto una formula fatta di storie brevi, piuttosto che di una sola più corposa?

Il racconto breve è un’arte difficile che proprio per questo attrae molto, ma non so se sono arrivato a meritare la sufficienza, con questa raccolta. Il racconto breve è come tentare di buttare a terra uno più grande di te con un colpo solo. Se riesci hai vinto. Se no, vai tu a terra e ci puoi scommettere che difficilmente potrai rialzarti intero.

Hai altri lavori nel cassetto? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, volentieri. È in uscita per Augh! Edizioni il mio nuovo romanzo. Si chiamerà Love Kaputt, ma non faccio spoiler. Dico solamente che non sarà un romanzo rosa.

Grazie alla disponibilità dell’autore, e in bocca al lupo!

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