Corpi

corpi_1Antonio Giugliano nel suo scritto addenta e squarta, gettandola via, quella patina melensa che troppe volte riveste l’amore e, soprattutto, la sua narrazione edulcorata e irrealistica che tanto oggi pervade i romanzi ai vertici delle classifiche.

Attraverso un ritmo serrato e sapientemente cesellato, costruito su situazioni ma soprattutto su di un lessico quotidiano e talora volutamente “volgare”, “Corpi” è un collage di amori prosaici, sovente scevri da sentimento, di quelli che le fiction non narrano, spuri e bestiali, amori pornografici di corpi che avvampano per poi spegnersi (a volte tragicamente) con la medesima enfasi, come esile fiamma ad una gelida folata.

Una narrazione impietosa, inusuale e dunque coraggiosa di ciò che sempre più spesso rappresenta la norma nel rapporto fra i sessi, nonché cartina di tornasole che dà la misura di quanto gli amori sbagliati influenzino l’indole soggettiva e le storie future, con il carico di rancori, finzioni, sarcasmo, crudeltà, spregio dell’interiorità di quelli che sono destinati a restare solo “corpi”, appunto.

Una prova narrativa superba, composta come di fotogrammi intermedi di tanti film, attimi dilatati sospesi fra ciò che è stato e ciò che sarà; storie di antieroi miseri, non di rado riprodotte nell’attimo – irreversibile – di svolta fra normalità e follia.

Un libro che vale più di tanti trattati di psicologia, il cui storytelling attinge a piene mani alla melma più inconfessabile, dunque poco esplorata, dell’animo umano.

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