Atman – Predatori dell’Inconscio

atman 1Illuminante, anarchico, onirico, sono solo alcuni degli aggettivi con cui si può provare a descrivere il suggestivo libro di Massimiliano Irenze, Atman – Predatori dell’Inconscio.

La storia, in un crescendo continuo e “naturale”, si alimenta di una serie di rivoli narrativi e di personaggi apparentemente molto distanti fra loro, in una Torino contemporanea che – accanto alle note di colore relative alla movida giovanile – viene coniugata nella propria essenza più misteriosa, esoterica, persino eretica e demoniaca.

Un gigante che in brevissimo tempo impara a parlare, due ufologi sulle tracce di umani abdotti, il diario “maledetto” di un giovane suicida, due ragazzi alle prese con gli improbabili racconti erotici di un amico, una popstar idolo dei teenagers che vive ogni notte come fosse l’ultima, un commissario costretto a credere suo malgrado alla più incredibile delle verità, l’esercito chiamato in tutta fretta per far fronte ad una serie di omicidi inspiegabili…

Un libro che tiene col fiato sospeso pur concedendo pause di grande introspezione, nell’analisi di quell’inconscio ch’è chiave ultima di ogni umana storia: magistrale, in tal senso, l’alternanza fra le diverse vicende (concorrenti, tuttavia, ad un unico, spettacolare finale), spazianti da considerazioni psico-filosofiche alle antiche culture prebibliche, dal sesso spiccio e compulsivo alla sapienza celtica, passando per ufologia e speculazioni parascientifiche derivate; pure, nonostante l’abbondanza e l’eterogeneità del materiale, mai si nota una incoerenza, ed ogni personaggio risulta perfettamente funzionale all’economia della storia.

“Atman – Predatori dell’Inconscio” si presenta – ed in questo essenzialmente risiede la grazia narrativa dell’autore – quale racconto a più livelli complanari, adatti ad un pubblico quanto mai vasto circa età, cultura e sensibilità.

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