Intervista a Claudia Crocioni

Dopo aver letto il suo libro “Allison Carter: Il caso Bright”, l’autrice Claudia Crocioni ha risposto così alle nostre domande.

“Allison Carter: Il caso Bright” è un giallo imperniato sulla personalità forte e fragile della protagonista: pensi ci siano donne capaci di far convivere in esse due doti così antinomiche, sul lavoro come nella vita privata? E a quale prezzo?

Oggi, con una finta “parità” fra i sessi, questo discorso diventa lungo e complicato. Sicuramente esistono persone in grado di far convivere il loro lato femminile con l’ambizione alla carriera, senza rimetterci in termini di dignità.

Ovviamente spesso far coesistere i due aspetti predispone le stesse a momenti di fragilità, incomprensione, rinuncia ma anche soddisfazione e ammirazione da parte di chi le conosce nel profondo e ha il piacere di relazionarsi con loro.

Queste donne diventano una sorta di “donna-eroe”, Allison, in tutta la sua complessità interiore, gioca il ruolo della donna-eroe.

L’intreccio, la modalità narrativa del feedback, l’uso della prima persona da parte dei personaggi principali, il “respiro internazionale” della vicenda, il colpo di scena finale ricordano molto grandi autori di bestsellers (Clive Cussler e Wilbur Smith, su tutti): quali le tue fonti di ispirazione, italiane e straniere?

Le fonti dalle quali trarre spunto sono state molteplici a ragion del vero, provengono quasi tutte da serie televisive o comunque opere cinemato-visive, più che letterarie.

Una fra tutte la detective Linden di The killing, o Debra Morgan in Dexter, o ancora l’agente FBI Audrey Parker di Haven, che come molte altre figure femminili mi hanno indiscutibilmente ispirata.

Il libro è decisamente corposo, pur non presentando mai cadute di ritmo; quali accorgimenti stilistici hai utilizzato – trama a parte – per raggiungere un traguardo così “esclusivo”?

Ingenuamente ho sempre il terrore che il manoscritto risulti troppo breve, mi spaventano i libri troppo corti così come lo fanno quelli troppo lunghi.

Ma credo sia un fatto inconscio, tendo sempre ad allungare la storia invece che sintetizzarla, questo forse rientra fra quelli che definiamo “gli errori del principiante”.

Sin dal titolo, si intuisce – e il lettore, data la qualità dell’opera, finisce per sperarlo – la possibilità di una serie incentrata sulla detective Allison Carter: è un’intuizione corretta? O invece ti stai muovendo sull’onda di altri personaggi, persino di differenti generi letterari?

L’intuizione è corretta. Ho in mente tre casi diversi per la detective Allison Carter, e la trama del secondo sta già emergendo in superficie.

Grazie alla gentilezza dell’autrice, e in bocca al lupo!

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