Fattore Z

fattore zFattore Z di Alessandro Casalini è un libro visionario, onirico e destabilizzante, in grado di “ubriacare” – soprattutto nelle pagine finali – il lettore, che invano si sforza di risolvere il rompicapo su cui si fonda l’intera vicenda: il significato dei numeri che – in una sorta di misterioso countdown – si avvicendano su un display, unico oggetto nel microcosmo di una stanza completamente bianca, asettica e priva di asperità.

Ivi accedono, attraverso quattro porte, altrettante persone molto diverse fra loro, che – come da migliore tradizione dei coevi reality – non si conoscono: Zoe, malata di AIDS allo stato terminale, con una geniale mente matematica; Nick, rockstar dal presente fosco e dal passato di successo planetario, assassino per invidia; Pam, curve mozzafiato per una mente d’eccellenza nel campo della genetica mondiale, abusata – ancor bambina – dal padre; Sandro, prete ma soprattutto ex marito tradito dalla moglie, sorpresa a letto con un cappellano giovane ed aitante.

La stanza algida, la mancata percezione di un mondo esterno e “oggettivo”, il senso di frustrante angoscia via via che i numeri (si tratta di soli numeri primi decrescenti, come intuirà Zoe) si consumano, fanno esplodere debolezze, fragilità, segreti, persino ferocia dei differenti personaggi, accomunati dal dubbio circa il senso di quei numeri che precipitano verso lo zero: in una nevrosi ch’è lucida follia, l’omicidio ed il suicidio imbrattano il chiarore della stanza e l’animo apparentemente candido di ciascuno.

Ma il sentore che quel microcosmo bianco sia solo un’illusione è pervicace: forse quei numeri non sono che coordinate spaziali partorite da una mente superiore, da cui ci si aspetta che salvi il mondo da un impatto imminente, quasi inevitabile…

Fantascienza nel senso più imprevedibile del termine, per un finale che erompe come un’esplosione atomica, e suspence tipica del giallo: un libro che non disdegna, fra le pieghe dei capitoli, dotte citazioni matematiche e un omaggio fra i più originali al grande fratello di orwelliana memoria.

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