Intervista a Reika Kell

Dopo aver letto il suo libro Non dirmi addio, l’autrice Reika Kell ha risposto così alle nostre domande.

Il tuo romanzo, inizialmente, sembra narrare sic et simpliciter la storia di un amore travolgente, vera e propria passione, “chimica” che nasce dall’incrocio di sguardi e di parole argute fra Lise, ragazza perennemente in fuga da sé, e Adam, scrittore in cerca di ispirazione e con un passato misterioso. Il trait d’union fra i due sembra esser il peso rivestito, per ciascuno, dal passato: è una chiave di lettura corretta?

È una chiave di lettura assolutamente corretta. Il passato dei miei due protagonisti pesa come un macigno su di loro, è il nocciolo duro dell’intreccio.

Lise si porta dentro una pesante eredità, derivata dalla prematura perdita della madre e dalle difficili conseguenze che ne sono scaturite e che hanno logorato il rapporto, già fortemente compromesso, con il resto della sua famiglia.

Adam arriva a Hopefield con una serie di antichi drammi irrisolti, alcuni dei quali affondano le radici in un passato lontano, risalente all’infanzia. Altri invece sono più recenti e, senza ombra di dubbio, più determinanti in riferimento al plot.

Quello di Lise e Adam è un amore vero e profondo, che sboccia in pochi giorni; ad esso fa da contraltare il sentimento che lega Lise al suo fidanzato, Colin, con cui sta da anni: credi davvero sia possibile che l’Amore, quello vero, possa nascere così repentinamente, soprattutto quando si ha un altro rapporto in corso?

Onestamente credo di sì. Esistono “legami di anima”, come mi piace chiamarli, che esulano da qualsiasi logica o ragione, e si basano su un’attrazione – non solo fisica, ovviamente – viscerale e dal sapore atavico. Sono legami che non ti spieghi con la razionalità. Li senti. Li vivi.

Il rapporto tra Lise e Colin è deteriorato da anni. Di fatto, quando incontra Adam e se ne innamora, lei ha già vissuto tutte le fasi della sua storia d’amore con Colin: innamoramento – crisi – dolore – perdita – lutto.

Il fatto che Lise stia ancora insieme a lui non significa necessariamente che ne sia innamorata. Molto più spesso di quanto si possa credere, si tende a prolungare rapporti che hanno smesso di darci qualcosa, di emozionarci, solo per una paura inconscia di perdere quel senso di sicurezza, di conosciuto, di nido che ci siamo costruiti negli anni.

Se mi passi una considerazione “leggera”, Lise, mentre sta con Colin si innamora perdutamente di Adam, poi litiga con Adam (pur essendone ancora innamorata) e si unisce a Logan, suo datore di lavoro: non è un po’ troppo “veloce” nel cambiare uomo e amore?

Tra il litigio con Adam e l’unione con Logan passa circa un anno.

E quello con Adam non è un banale litigio per cause di incompatibilità caratteriale o altre motivazioni futili e risolvibili. Purtroppo la crepa che si crea, ad un certo punto, tra loro è profonda e, in quel momento, appare per entrambi insanabile.

Se a tutto questo aggiungiamo un sentimento forte, irresistibile, che fatica a seguire i dettami della ragione, anche quando sarebbe assolutamente vitale per la loro salvezza abbandonare l’onda emotiva che li travolge, si capisce che occorre fare qualsiasi cosa per “costringere” l’amore a retrocedere. Per Adam sarà partire in Australia. Per Lise, sarà il Canada. E l’illusione di poter essere di nuovo felice con una persona che non le fa battere il cuore, ma che le può assicurare stabilità.

In sostanza, ognuno ci prova con il proprio modo, giusto o sbagliato che sia.

I corsivati che erompono all’inizio di molti capitoli instillano curiosità nel lettore, che saggia la discrasia fra la realtà di Adam e Lise e la “narrazione nella narrazione” avente per protagonisti Trevor e Rachel: quanto credi incidano tali “incursioni” nell’efficacia del pathos del racconto?

Credo incidano parecchio, sia nel senso di acuire la curiosità del lettore, che è così portato a porsi delle domande e a ricercare, quindi, le risposte con la prosecuzione della lettura, sia nel senso di spezzare il ritmo della narrazione, e quindi permettere al lettore di respirare.

Sono convinta che sia un ottimo espediente, per arricchire il plot, per attribuirgli un andamento non lineare , leggermente tortuoso, quindi meno prevedibile e, spero,più accattivante.

L’amore vero, sembri dire, ha strade impensate e imperscrutabili, e supera ogni ostacolo: senti di poter avallare questa tesi o si tratta di pura fiction narrativa?

La realtà non è certo un romanzo d’amore e, troppo spesso, gli ostacoli hanno la meglio su rapporti che sembravano essere nati con tutte le carte giuste per sfidare qualsiasi tempesta.

Il tempo, la routine, i contrasti caratteriali, le differenze, il venir meno della fiducia, o della fedeltà, in senso lato. Ecco, tutto questo logora le storie, le appesantisce, le sporca. È sempre più difficile superare i problemi, soprattutto in una società come quella attuale, in cui si è propensi a ricercare di più, di meglio, a costo zero, o quasi.

Nonostante ciò, io credo che là fuori, da qualche parte, ci sia un Adam per ogni Lise – e viceversa – e questo comporta che l’amore vero può sconfiggere  tutte le criticità che possono insorgere nel corso della storia. Non è impossibile, è sufficiente amare. Amare davvero, con tutto il nostro essere.

La storia di Lise e Colin sembra naufragare soprattutto per “eccesso di normalità” e per l’ “assenza” di lui dopo i litigi: pensi davvero sia possibile che un amore duraturo e vero possa “morire” a causa del quotidiano?

Sì, lo penso. L’amore può spegnersi, se non alimentato costantemente e nella maniera giusta. È come una piantina: se non la innaffiamo più si secca, ma se le diamo troppa acqua, morirà comunque. Ci vuole misura, costanza, premura.

L’amore può autoalimentarsi fino a un certo limite, oltre il quale il disinteresse, le ferite, la mancanza di riguardo inizieranno a demolirlo. È necessario prestare molta attenzione a questo meraviglioso bocciolo che il destino ci porge tra le mani, è estremamente delicato. Prendiamocene cura. Sempre.

A quando il tuo prossimo scritto?

Dopo la pubblicazione di “Non dirmi addio” sono tornata al mio primo amore: il mio romantic fantasy “Lacrima Nera” aveva bisogno di un sequel, e così attualmente ho in stesura “Lacrima Nera – Ritorno a Sesho”, anche sotto la spinta delle numerose richieste rivoltemi dalle lettrici.

La prossima pubblicazione dunque sarà questa.

Ma ho altre mille idee in cantiere, quindi… se vi va, state connessi!

Grazie alla gentilezza dell’autrice, e in bocca al lupo!

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