Le spine di una… Rosa

20151123182509-no-violenza-donne1Un libro con le donne e per le donne, Le spine di una… Rosa, dal titolo metaforicamente allusivo che ben si addice alle dolorose vicende narrate.

L’autrice Marzia Polito annota, in una sorta di “diario intimo” (quantunque lo scritto si avvalga della terza persona di una voce fuori campo), le tristi, angoscianti e degradanti vicissitudini patite dalla protagonista: come altre ragazze, Rosa commette in gioventù lo sbaglio (la propria famiglia è nettamente contraria all’unione), tanto madornale quanto sorprendente nella sua imprevedibilità, di sposare Nando, uomo apparentemente umile e “per bene”, almeno fin quando disvela, senza motivi scatenanti intellegibili, la propria essenza di “mostro”.

Le pagine imbastite dall’autrice narrano di violenze fisiche, stupri e vessazioni psicologiche, di figli ripudiati dal padre, di patimenti che trasudano la fatica di sfamare i bambini, di svariati aborti clandestini (quando, fra la fine degli anni ’60 e i primissimi ’70, l’interruzione di gravidanza in Italia era ancora considerata reato); il tutto, sempre nell’intento di compiacere l’uomo che Rosa ama e da cui agli albori del rapporto sembra sinceramente ricambiata.

Rosa è autenticamente donna di altri tempi, pronta a sacrificare sino alle estreme conseguenze se stessa ed in parte anche i frutti del proprio grembo (affida la prima figlia alla suocera, pur di sottrarla alla cattiveria del padre), per evitare di toglier loro il padre e rompere il vincolo familiare costruito col sacrificio di entrambi: situazioni che, per quanto tuttora presenti nell’ombra, sembrano oggi mitigate da un’attenzione mediatica e sociale costante, a tutela dei diritti della donna, madre e moglie.

Ad una lettura più profonda, la narrazione induce a riflettere su quale sia il confine da non oltrepassare nel rapporto di coppia e con i figli, e, conseguentemente, sino a che punto sia lecito profondere abnegazione in un rapporto di amore “malato”, in cui uno dei conviventi prostra e tende ad annullare, fisicamente e psicologicamente, l’altro.

Empatia e caratterizzazione magistrale dei personaggi impreziosiscono lo scritto, più manifestamente nelle ultime pagine, quando l’autrice rivolge un appello alle donne che subiscono (o sono a conoscenza di) violenza, affinché denuncino e si riprendano, totalmente e incondizionatamente, la propria dignità, e, con essa, la vita vera.

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2 thoughts on “Le spine di una… Rosa

  • Una storia piena di emozioni…fa riflettere…
    Grazie Marzia per avere raccontato questa storia….l’emancipazione ci ha rese più libere… ma ancora ci sono donne in situazioni difficili… Spero leggendo il tuo libro possano trovare il coraggio e non avere paura di reagire…. il tuo libro ha una lettura molto scorrevole e la storia ti prende che non riesci a fermarti finché non c’e la parola fine…
    Fiorella P
    (ROVIGO)

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