Come Jennifer Lopez, ma al contrario

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Da tanto non capitava di leggere una commedia leggera ma non superficiale, specchio lieve di tanta parte del nostro tempo, priva di fuorvianti appesantimenti moralistici, anzi piacevolissima nel dipanarsi della trama e ancor più nello scorrere delle righe, grazie ad un linguaggio fresco, accattivante e “veloce”.

Giovanni Fossati ha dunque la stoffa dello scrittore più autentico, se riesce a catturare magneticamente anche il lettore dal palato più sopraffino, il quale, addentrandosi con iniziale titubanza e un pizzico di diffidenza nel gergo autenticamente cool del prototipo di dandy milanese, non riesce suo malgrado a non essere progressivamente irretito dalla curiosità per “come andrà a finire”.

Come Jennifer Lopez, ma al contrario è la storia di un trentacinquenne che di professione fa il divorce planner in una agenzia tutta sua (la “Ricomincio Da Me”), ben avviata dopo anni di sacrificio, e grazie alla visibilità indotta da una comparsata in TV da Barbara D’Urso; se J.Lo., in “Prima o poi mi sposo” fa la wedding planner, il rampante Michele lavora nel campo avverso: aiuta persone facoltose a divorziare, avvalendosi di uno staff efficientissimo (su tutti, la sorella disabile Benedetta) e con l’aiuto di detective, avvocato, psicologo, personal trainer e di un informatico strambo ma geniale.

La vita condotta dal protagonista è quella di svariati managers nella “Milano da bere”, oggi ancor più esasperata da quelle stesse differenze e tensioni sociali che già significativamente attraversavano la metropoli meneghina negli anni ’80: Michele ha solo due amici veri (Gigio e Fabrizio), una ex fidanzata storica (Roberta) e una sequela di amanti, “amiche”, clienti (nelle declinazioni più svariate del genere femminile: dalle universitarie efebiche alle modelle anoressiche, dalle managers alle milf).

Le settimane volano fra aperitivi, palestre esclusive, occasioni mondane, in modo ripetitivo e infine asfittico, sin quando una studentessa americana, Lizzie, non irretisce il cuore di Michele, il quale deve però prima liberarsi del rapporto con la subdola e calcolatrice Melania.

Uno stile giovane e accattivante, quello di Giovanni Fossati, e un libro da divorare, con un finale aperto che lascia aggrappati alla speranza di un sequel.

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