Intervista a Riccardo Petricca

Dopo aver recensito il volume PASTORALE DIGITALE 2.0 abbiamo rivolto qualche domanda all’autore, Riccardo Petricca.

Il volume “Pastorale Digitale 2.0” è difficilmente collocabile in un genere letterario unico, intersecando ad un tempo narrativa, autobiografia, saggistica: perché scrivere un libro così “atipico” e poliedrico? Semplice volontà di condividere l’esperienza personale e collettiva della diocesi di Sora, o piuttosto considerazione del libro stesso quale strumento pastorale?

Pastorale Digitale 2.0 non è solo un libro ma un grande progetto, un sogno di tanti ragazzi che hanno creduto e lavorano in modo gratuito e volontario ogni giorno per questa iniziativa. Il libro come tutto il progetto è un grande strumento pastorale.

Sicuramente il libro è atipico e non rispetta i canoni classici della letteratura e narrativa. San Paolo nella lettera ai Corinzi così scrive: “Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune”.

La forza di questo progetto è che si fonda su tante esperienze professionali, di vita personale, associativa e di pastorale completamente diverse ma tutte importanti. Questa grande ricchezza e bagaglio umano ed esperienziale è la grande forza di questo gruppo accomunato dall’amore unico per Cristo e la Chiesa. Ma ancor più importante è l’azione salvifica dello Spirito che lavora oltre ogni umana previsione, unisce e moltiplica, realizzando ‘grandi cose’.

Ciò che spicca nelle pagine in questione è la continua interconnessione fra vissuto personale e “volontà divina”: quanta parte crede ci sia di libero arbitrio e quanta di “predestinazione” nella vita di ciascuno?

Rispondo a questa domanda con una frase di Sant’Ignazio di Loyola: «Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio».

L’entusiasmo dell’esperienza raccontata è contagioso: si ha l’impressione di partecipare ad una storia “corale”, gioiosa e “illuminata”, che finisce per coinvolgere le decine di persone aderenti attualmente al progetto: in cosa risiede la forza centripeta dell’esperienza pastorale digitale?

La Pastorale Digitale non è affatto una nuova pastorale. La Pastorale Digitale cerca, cambiando modo di comunicare e mezzo di comunicazione, come fece anche San Paolo a Corinto, di trasmettere lo stesso identico messaggio di fede ed evangelizzazione che predicò Gesù e che la Chiesa trasmette da duemila anni. La Pastorale Digitale non è quindi una nuova forma di pastorale, ma mi piace definirla utilizzando un termine mutuato da internet e dal web, che oggi va tanto di moda, come una Pastorale 2.0. Una nuova release che migliora e rinnova le interfacce rendendole più semplici, veloci ed adeguate ai tempi, ma le funzionalità di base che ne hanno fatto il successo e la storia sono quelle di sempre. Le persone, i giovani hanno ancora tanta voglia di seguire e comunicare la parole e l’esempio di Cristo. La Pastorale Digitale consente e dà voce e forza a questa grande gioia.

Ad una lettura più attenta, è palese il ruolo giocato dalle istituzioni ecclesiastiche ai fini del successo dell’iniziativa: è dunque vero che per “vivere” la parola di Dio, accanto alla determinazione personale c’è bisogno di pastori lungimiranti e ricettivi rispetto alle odierne istanze psico-sociali?

La Pastorale Digitale è nata per iniziativa del Vescovo S.E. Mons. Gerardo Antonazzo, che con illuminazione, coraggio e risolutezza ha deciso di dare un nuovo volto anche virtuale alla Diocesi.

La sua guida di pastore e padre affettuoso è fondamentale per noi e nel nostro cammino come in quello della chiesa. Ubi episcopus, ibi ecclesia!

Quanto crede che l’operato di Papa Francesco sia congruo rispetto alla utilizzazione dei new media per la diffusione della Parola di Dio? In tal senso, cosa di diverso e di più potrebbe fare la chiesa?

L’idea ed il Progetto Pastorale Digitale scaturirono in occasione di un incontro organizzato dalla Pastorale Giovanile dal titolo ‘Internet è un dono di Dio’ ispirato proprio alle parole ed al Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Papa Francesco è un grande papa e comunicatore, ben conscio  delle grandi potenzialità e dell’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione e del web come ribadito più volte in tanti messaggi e discorsi. L’appello finale del libro è a Lui ed alla CEI per l’istituzionalizzazione ed il riconoscimento formale all’interno dell’Ufficio di Comunicazioni Sociali del Servizio di Pastorale Digitale.

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