Intervista a Elisa Ester Zurzolo

Dopo aver letto e recensito l’opera che ci ha inviato, abbiamo posto qualche domanda all’autrice de GLI AMICI DI FARPILLA E LA MAGIA DEI LABIRILLI, Elisa Ester Zurzolo.

Da cosa la spinta a scrivere narrativa per bambini? Quali i motivi retrostanti la scelta di questo target?

All’epoca lavoravo come operatrice di sostegno alle scuole primarie. Per una fiera sui libri che si era tenuta, i bambini avevano dovuto scrivere delle storie. Era anche intervenuta una scrittrice di narrativa infantile.

Alla fine dell’esperienza avevo tante idee e voglia di provare a buttare giù una storiella che potesse essere simpatica ma anche educativa, specialmente in rapporto all’accettazione delle proprie particolarità, che oggi sono viste come qualcosa di cui vergognarsi in una società globalizzata come la nostra. Inoltre volevo porre l’accento anche sul rispetto della natura e sulla realizzazione dei propri sogni (o del sacrificio, come succede a Musetto).

Il Regno di Farpilla è l’incarnazione degli ideali di tolleranza, solidarietà, unicità del singolo essere vivente: credi siano queste le vie per una coesistenza pacifica ed armoniosa fra esseri umani e fra questi e la natura?

Assolutamente sì. Purtroppo intorno a me vedo molti episodi di discriminazione, razzismo (in rapporto a temi come l’immigrazione, l’omosessualità, la religione e a volte anche il semplice stile di vita) e una totale mancanza di educazione ambientale. Ormai il pianeta e le sue creature sono viste come mezzi di sfruttamento intensivo, mentre i valori di una volta oggi sono stati sostituiti dal vile danaro e dall’abbondanza. Anche il valore di una persona oggigiorno è determinato non dal suo comportamento (rispetto, altruismo, amore per la famiglia…) ma da quanto ha.

Dal racconto si evince quanto la diversità e l’accettazione entusiasta di essa sia valore imprescindibile, senza cui la vita stessa perderebbe di significato: c’è una precisa volontà pedagogica nel far venir prepotentemente fuori siffatta visione?

Sì. In parte questo insegnamento è nato dall’ambiente scolastico e dall’integrazione di bambini stranieri o disabili, sempre più frequente. La mediazione culturale diventa sempre più importante e la necessità di tolleranza è imprescindibile se si vogliono evitare episodi di bullismo, razzismo e violenza tra i più giovani.

Dall’altro lato questa decisione è nata dalla difficoltà sempre più evidente e sempre più prematura nei giovani di accettare il proprio corpo. Una volta questo discorso poteva essere ristretto solo alla fascia di chi voleva fare la modella o l’attrice in televisione, ma oggi il malcontento e il rifiuto verso il proprio aspetto è esteso a macchia d’olio già a partire degli 8 anni di età. È una cosa terribile!

La forza narrativa della storia è accentuata dalle sinuose e “magiche” illustrazioni di Fabrizio Zubani, i cui segni richeggiano quelli di Giorgio Cavazzano, maestro fumettista contemporaneo; quanto e perchè, da editore qual sei, ritieni importanti le illustrazioni nei libri per bambini?

Le illustrazioni servono per dare respiro al testo ma anche per aiutare il bambino a immaginare i personaggi che diventano “amici” del lettore.

Vista l’ottima riuscita di questo lavoro, ne hai altri in cantiere, e di che genere?

In realtà questa storia è solo il primo volume di una serie, tuttavia è difficile farsi strada tra i bambini se non si scrive di “Peppa Pig”, quindi al momento gli altri libri sono in stand by.

Nel frattempo sono passata a un pubblico più adolescenziale con romanzi sui vampiri e infine a quello adulto femminile con romanzi rosa che hanno avuto maggior successo.

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