Intervista a Barbara Martinucci

Dopo aver letto il suo libro: “Sotto lo stesso cielo” l’autrice Barbara Martinucci ha risposto così alle nostre domande.

Il libro tratta efficacemente di un gruppo di ragazzi, e dei rapporti che si instaurano fra loro e col mondo esterno nell’età più delicata per la crescita di ognuno, l’adolescenza. Come mai questa scelta?

Ho pensato che parlare di adolescenza o di quella particolare fase in cui si trovano i miei quattro protagonisti, non ancora maggiorenni per buona parte del libro,  mi consentisse di dare maggior spessore e profondità alle loro passioni, di rendere più credibili i loro sogni, gli entusiasmi, gli  inevitabili dispiaceri. Volevo raccontare delle storie d’amore autentiche, farle arrivare al cuore del lettore.

Salta all’occhio del lettore più attento l’ambientazione nella ricca California, e gli stessi protagonisti vivono in condizioni più che agiate: quanto credi il successo del tuo scritto sia legato alla volontà del lettore di immedesimarsi in queste vite non certo “usuali” per i più?

Michael, Emma, Thomas e Penelope in realtà vivono delle vite piuttosto complicate, ognuno di loro cela un segreto che condizionerà inevitabilmente tutte  le scelte che saranno chiamati a fare quindi, per non rendere il tutto troppo pesante e difficile da digerire, ho preferito creargli intorno un ambiente confortevole.

Comunque il messaggio che mi preme far passare è quello di restare sempre fedeli a se stessi, non uniformandosi al pensiero altrui.

In cosa credi differiscano gli adolescenti nordamericani da quelli italiani e più in generale europei?

Tranne Michael che di fatto è italiano anche se si sposta continuamente a causa del lavoro di suo padre, Emma Thomas e Penelope sono nati e vivono a Pasadena. Nel libro le differenze che emergono sono spesso  legate a pregiudizi, del tipo l’attenzione e la cura nell’abbigliamento per la quale gli italiani sono noti, mentre dal punto di vista di Michael e di suo padre  la poca affidabilità  delle donne americane.  In generale credo che le problematiche legate all’adolescenza siano le stesse in ogni angolo del globo, probabilmente però gli adolescenti nordamericani vengono maggiormente responsabilizzati rispetto a quelli italiani ed europei e ritengo che l’esperienza di studio nei college li aiuti molto in questo senso.

Secondo te, esiste una differenza di percezione circa valori quali amicizia, amore, rapporti familiari fra quella parte dell’America e la nostra Italia? In cosa credi differiscano le dinamiche innestate da detti valori?

Valori come l’amicizia, l’amore, i rapporti familiari sono universali ma è il nostro vissuto a farceli  percepire in modo diverso. Reputo la  scelta di ambientare il mio romanzo a Pasadena funzionale alla storia che volevo raccontare.

Il volume si presta ottimamente ad un adattamento cinematografico, per la trama, il contesto e la scansione temporale; hai tratto a tua volta ispirazione da libri, film o fiction?

Sono una grande appassionata di cinema, serie tv e libri,  quindi inevitabilmente tutto ciò che ho visto/letto o che mi ha appassionato da spettatrice/lettrice  ha finito con l’influenzarmi. Anche la musica è una grossa fonte d’ispirazione mentre scrivo. Comunque vedere “Sotto lo stesso cielo” adattato per il cinema sarebbe un sogno che si avvera.

Il tuo prossimo lavoro è già in cantiere? Se sì, puoi darci qualche anticipazione

Sono fortemente indecisa se dare un seguito a “Sotto lo stesso cielo”.

Al momento mi intriga molto il distopico e vorrei tentare questa strada ma sono ancora in alto mare.

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