Profumo

“Io sono vestito solo di parole, ai miei piedi una fata mi guarda, mi tortura l’anima. I tuoi occhi sono la Sfinge della mia vita, le emozioni sono assenti, forse il profumo dei pensieri troverà posto tra i tavoli liberi. Una donna si alza, posa la sua sigaretta, si avvicina dondolando i suoi seni, si siede al mio fianco, la guardo”.

Affascinante anche se a tratti criptico, si presenta così il breve ma intenso romanzo di Pasquale De Falco: Profumo, in cui viene narrato il modo di sentire e di percepire la realtà attraverso l’anima e gli occhi di un uomo.  “Profumo” si presenta come uno scritto carico di contenuti forti e passionali.

All’interno del racconto non troveremo una trama lineare o ben precisa, o meglio, la trama è presente ma viene, a tratti, a mancare, lasciando spazio alla narrazione delle angosce, dei pensieri, degli stati d’animo e della ricerca di una verità e di una libertà interiore. L’autore riesce ad incantare il lettore con raffinate parole, usando un lessico forbito ed evocativo, intersecando alti momenti di poesia.

Possiamo, quindi, definire “Profumo” come un libro poco ordinario, che non segue nessuna regola specifica se non quella di voler a tutti i costi dimostrare quanto sia difficile, ostica ed appassionante la ricerca della libertà interiore.

Pasquale De Falco dà vita ad un romanzo introspettivo, in cui il protagonista ricerca un “Profumo” in cui possa identificare la propria esistenza e che chissà, se riuscirà poi a trovare…

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