Le ali di Christina

colombaLe ali di Christina, di Stefano Mosca, si presenta come un libello inframmezzato da illustrazioni in bianco e nero dell’autore, da leggere a sera quando si ripercorrono i momenti della giornata, quando si attende incerti e speranzosi il giorno che verrà; una fiaba preziosa, intramontabile e “vera” come poche.

“… le persone non muoiono, ma cambiano; si diventa scostanti, nessuno che sorrida più come una volta, ci si attacca alle cose inutili e si perde di vista il proprio cammino”; inevitabile si affaccia alla mente il riverbero di altre narrazioni, veri e propri tesori di saggezza semplice, che carezzano per tutta la vita l’anima di ciascuno di noi: Il Piccolo Principe, Il gabbiano Jonathan Livingston, Storia di una gabbanella e del gatto che le insegnò a volare

E non si creda iperbolico l’accostamento: la storia di Christina, principessa bambina che divenne colomba, possiede una delicatezza e una profondità che spinge a interrogarsi sul senso della vita, a lasciarsi andare alla propria parte più indomita, a lasciarla volare, libera dai condizionamenti e dalle sovrastrutture che la società impone.

Quello di Christina è un viaggio verso la piena consapevolezza di sé; è il coraggio del recluso che riguadagna a denti stretti la luce e la libertà, più forte, sognatore e “libero” di tutto quanto voglia indurlo a cedere, a credere che la sua lotta è vana.

Stefano Mosca, autore giovane e decisamente molto promettente, ci regala un prezioso quaderno di vita, fluente ed evocativo nel linguaggio e nel messaggio; uno di quei libri da portare sempre dietro, per aprirlo a caso e scoprire quanto può esserci di vero e puro, nelle parole di una principessa bambina…

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