La straordinaria avventura di Gatto Melanzana

CertosinoNe La straordinaria avventura di Gatto Melanzana, l’autrice Manuela Menini condensa in una storia dal sapore tradizionale un universo valoriale costellato di piccoli gesti e grandi consapevolezze.

La storia, che vede per protagonisti animali antropomorfizzati (i loro pensieri, i loro dialoghi vengono resi intelligibili al lettore) ha per protagonista Melanzana, il gatto che dà titolo all’opera, affiancato da una serie di altri animali (in primis il cane Tobia) che complessivamente rubano decisamente la scena al ruolo degli esseri umani.

Le premesse sono quelle classiche attinte dall’immaginario collettivo: Melanzana è un gatto tendenzialmente solitario, viziato e alquanto egoista (un edonista puro, diremmo); Tobia un cane generoso e intraprendente, dedito unicamente al padrone ed alle necessità della vita campestre.

Per il suo carattere schivo e dispettoso, Melanzana non risulta simpatico a praticamente nessuno, ma quando scompare suo malgrado dalla fattoria, senza che Tobia faccia nulla per “salvarlo”, si comincia a sentirne la mancanza: negli altri animali prevale progressivamente il senso di solidarietà verso quello che comunque resta un membro peculiare, per quanto “scomodo” del loro microcosmo.

Amicizia, vizio e virtù, redenzione e perdono sono i valori fondanti della narrazione, incedente in modo scorrevole ed estremamente naturale; efficacissimo a tal uopo l’utilizzo del discorso diretto.

L’intreccio, nella semplicità dello svolgimento e del canonico lieto fine, ha una indubbia valenza pedagogica, ed appare connotato per la fruizione da parte di un pubblico molto giovane (bambini e ragazzi preadolescenti), che ne ricaverebbe senz’altro una preziosa lezione di vita.

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