Intervista a Daniele James Marchiori

trasferimento (9)Dopo aver letto e recensito il suo libro “Rintocchi nel buio”, l’autore ha risposto così alle nostre domande.

Daniele, il tuo scritto trasuda passione per le atmosfere gotiche ottocentesche: da cosa nasce tale passione? 

Credo che tale passione sia insita, sin da un momento indistinto dell’infanzia. I miei disegni alla scuola primaria erano densi di figure oscure e vampiri, ancora all’università cercavo il senso della parte subcosciente ed oscura della mente umana…una attitudine innata che per tanto si è sviluppata nell’attrazione per i cimiteri e le chiese sconsacrate, i luoghi abbandonati. Collocazioni del vissuto, nel quale ricollocare il vivente. Una traspondenza. Ebbi la fortuna di imparare a leggere giovanissimo (quattro anni) e di macinare i racconti di Poe soprattutto, su un vecchio libro in cuoio che mia nonna riteneva proibito e maledetto. Poi Lovercraft e tutto il maledettismo inglese e francese, soprattutto in poesia. Sempre giovanissimo rimasi affascinato dai film di Roger Corman e da tutto il ciclo del Dottor Phibes interpretato da Vincent Price.

Oltre alla passione, è evidente un’opera di studio della forma linguistica quanto più possibile verosimile rispetto al tempo della narrazione: cosa hai letto (quali opere, quali autori) per riuscire ad intriderti così profondamente e naturalmente di quel linguaggio?

Ho letto l’intera opera di: Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle, Lovercraft, Gaston Leroux, H.G. Wells, Louis Robert Stevenson, John Polidori, Emilio Salgari, Jules Verne, Washington Irwin. Comunque la ricerca si è sempre arricchita anche con normali ricerche di costume riguardo a un’epoca che amo e a cui mi sento di appartenere.

Edgar Allan Poe è oggi un personaggio estremamente noto (è stato persino coprotagonista di un popolare fumetto dell’editore Bonelli) fra il grande pubblico: non hai sentito il peso della responsabilità di dar vita ad un personaggio così già esplorato? E un po’ di soggezione?

No, credo che il mio sia stato un trattamento di “favore” per meglio dire e senza nulla togliere, il mio è un lavoro sul personaggio, nel personaggio, lontano dalle strutture commerciali di Bonelli. Certo è che la forza del mio protagonista è pregna di storia e spesso prevaricante e dunque difficile da gestire.

Hai introdotto nello scritto un bestiario notevole, popolato da mostri più o meno abitatori dell’immaginario collettivo: cosa ti affascina della dimensione misterica, mostruosa e “gotica” della realtà? 

Beh senza dubbio, la dimensione della notte, del popolo della notte. Se è vero che un inferno esiste è quello che si differenzia dal giorno e dimentica la luce, per abitare l’incubo. Io vivo nel subconscio.

Si nota anche forte curiosità per il mondo delle dipendenze, condito da una velata critica, non tanto etica quanto piuttosto pragmatica: ci espliciti il tuo punto di vista circa questa piaga che oggi assume volti nuovi (il gioco d’azzardo, ad esempio)? 

L’eccesso è la desinenza, la fase finale il termine di un contorto percorso che per mezzo di. Si sviluppa attraverso allucinazioni recate ed indotte. Sicuramente certi aspetti misterici hanno avuto rivelazione in tutta la poesia romantica e in grossa parte del romanzo gotico, attraverso uno stato di alterazione mentale, questo avveniva anche negli anni sessanta del novecento nella musica, per certi versi l’aspetto artistico più vicino alle esigenze espressive dell’ottocento letterario. Per certo una condotta da condannare.

Hai scelto di affidarti a questa casa editrice, come mai? 

Innanzitutto per la volontà di non ricevere contributo alcuno per la pubblicazione e per la scelta libera e convinta di scommettere assieme all’autore

Per adesso hai avuto i giusti riscontri? 

Abbastanza direi, la speranza è sempre uno stadio di coscienza difficilmente raggiungibile. Ma è pur vero che in questo ambito è davvero sempre più arduo riuscire ad emergere in quanto non c’è un reale interessamento per gli autori esordienti che purtroppo non rientrano nelle logiche di mercato degli addetti al settore e spesso si predilige la scelta di promuovere iniziative prettamente commerciali che talvolta penalizzano molti bravi scrittori ‘sconosciuti’

Attualemente lavori a qualche nuovo progetto?

Sì , a due romanzi contemporaneamente. Ambientati in epoche più recenti ma con uno sguardo costante alla ricerca dell’io più nascosto che accomuna da sempre il mio scrivere.

 

Ringraziamo l’autore per questa bell’intervista e la sua casa editrice che ci ha concesso di poter conoscere Daniele James Marchiori.

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