Gli eredi di Atlantide

trasferimento (1)Andrea Gualchierotti e Lorenzo Camerini, nel loro Gli eredi di Atlantide, immergono il lettore in un passato antico e mitico, relativo appunto alla Città dei Cinque Anelli, così chiamata poiché urbanisticamente strutturata in cinque cerchi concentrici (due di terra e tre di mare, alternati fra loro), interconnessi grazie a canali longitudinali dalla rocca epicentrica sino al mare.

Il talento degli autori risiede innanzitutto nella sapiente capacità di pennellare – evidentemente sulla base di ricerche storiografiche afferenti le scarne testimonianze scritte indirette, ma soprattutto guidati da una fervida fantasia – in tutto il suo splendore, Atlantide, vera e propria caput mundi dell’antichità pre-romana.

Bellissima la descrizione dell’isola perduta; terrificante quella del cataclisma che la investì sino a relegarla nelle profondità marine: i due autori, partendo alle righe lasciateci da Platone, le arricchiscono grazie ad una fervida fantasia, in grado di rendere verosimile ciò che è mera ipotesi nel migliore dei casi.

Il racconto, estremamente corposo nelle sue 400 pagine, ruota attorno a sentimenti sin troppo umani: orgoglio, fierezza, alterigia, rivalità. Gli atlantidei si rivelano, con l’incedere della lettura, coacervo delle migliori e delle peggiori attitudini; specchio di dedizione e tutela degli antichi valori e al contempo bramosi di potere e sangue fraterno.

Si delinea, quindi, l’eterna lotta fra bene e male, che a leggere fra le righe, sembra essere per gli autori la causa più insidiosa e subdola della fine di Atlantide (probabilmente una civiltà potente e tuttavia al termine del suo ciclo storico), implosa, prima che distrutta da eventi esterni.

La sopravvivenza stessa dei profughi è minata dalla malvagità di una delle due fazioni in lotta, disposta ogni nefandezza per assicurarsi il possesso dell’energia dell’Occhio della Madre Primigenia.

Un libro che ammicca al fantasy ed al romanzo storico, avvincente ad ogni rigo, con un finale del tutto inedito; per palati sopraffini.

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