Intervista a Brunella Giovannini

Dopo aver letto e recensito il suo libro, Un volo di farfallel’autrice ha così risposto alle nostre domande.

Parlaci un po’ di te, cosa fai nella vita? Scrittrice a tempo pieno?

 Scrittrice… nel tempo libero. Nella vita lavoro, sono impiegata in un’azienda che produce abbigliamento per bambini, dedico i miei momenti liberi alle mie passioni: la lettura e la scrittura.

“Un volo di farfalle” tratta un tema attuale e molto forte, hai vissuto per caso qualche esperienza che ti ha portato vicino a persone come le protagoniste?                                      

La storia raccontata prende spunto dal drammatico naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013. Le immagini trasmesse dai media hanno suscitato in me grande coinvolgimento emotivo, tanto che alcuni giorni dopo, ho sentito quasi il bisogno di scrivere una poesia che ho intitolato “Un fiore per Nadir”, dedicata a tutte le persone e ai bambini partiti sui barconi in cerca di un futuro migliore e che hanno visto tutte le loro speranze e le loro vite inghiottite dagli abissi. Dalla poesia, in seguito ho scritto: “Un volo di farfalle”.

Il titolo é decisamente molto evocativo, racchiude la sensibilità di tutta la storia, come è nato?

Anime disperate in fuga da situazioni di vita inaccettabili, da guerre e da genocidi, anime costrette ad abbandonare il loro Paese alla ricerca di una vita migliore. Mi sono ricordata che secondo gli antichi le farfalle rappresentano l’anima, e mi è parso un titolo denso di significato.

La solidarietà che incontriamo nei vari personaggi fa da padrona a tutta la storia, pensi che tutti dovremmo iniziare ad essere così? Come vedi questo astio verso gli immigrati?

La solidarietà è un grande valore per un popolo che ama definirsi “civile”. Credo che spesso si tenda a trarre conclusioni affrettate senza avere una buona conoscenza degli argomenti di cui si parla. Mi chiedo: se fossimo noi al posto dei profughi che arrivano nel nostro Paese, non avremmo la speranza di essere accolti con umanità e solidarietà?

Il tuo libro é stato pubblicato da una casa editrice da noi ben conosciuta, è stata la prima a cui hai pensato?                                                                                                        

Ho inviato il manoscritto ad alcune case editrici, dopo qualche tempo, nello stesso giorno ho ricevuto due proposte di pubblicazione. La scelta è caduta su Edizioni Leucotea perché mi ha ispirato il nome. Ai tempi antichi, Leucotea era considerata la dea dell’alba, del chiaro e io amo la chiarezza.

Hai fatto una presentazione del tuo libro a cui ci hai gentilmente invitati. Puoi parlarci in maniera sintetica del contenuto di questa?

Sono stata lusingata dalla vostra presenza alla presentazione. Come avrete potuto notare, ho cercato di illustrare al pubblico presente l’argomento trattato nel libro, senza dilungarmi troppo ho sfiorato alcuni argomenti significativi.

Hai avuto il riscontro che volevi?

Ho potuto appurare un grande interesse per la storia raccontata, ho visto espressioni commosse quando ho raccontato qualche passaggio e soprattutto ho ricevuto complimenti da parte di chi aveva già letto il libro.

Nuovi progetti in cantiere?

Mi sto documentando su alcuni argomenti per poi iniziare una nuova scrittura.

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