Nichi arriva col buio

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La scrittrice Sara Zelda Mazzini ci propone il suo lavoro, Nichi arriva con il buio.

Il libro racconta di un amore nato nei mitici anni Novanta, regalandoci scorci di vita di quel periodo di scandali, di libertà negate, di faticose conquiste, e, soprattutto, di speranze.

Greta, la nostra protagonista, scrive una lettera alla sorellina di Nichi, il ragazzo che ha tanto amato fin dall’adolescenza, mettendo a nudo ogni suo sentimento verso chiunque inciampasse nella sua vita. I suoi racconti sono molto forti, chi è cresciuto in quegli anni sentirà la nostalgia della buona musica, quando Nothing else matters dei Metallica veniva consumata dai mangianastri, quando l’idea di “vacanza figa” era partire con uno zaino in spalla in giro per l’Europa in interrail, quando internet ed i cellulari rappresentavano utopia e per mantenere i rapporti ci si scriveva, quando un amore estivo era destinato a naufragare fra le onde delle spiagge che li aveva visti nascere.

Lo struggersi di Greta, la sua difficoltà nel legarsi, il suo voler ravvivare a tutti i costi il suo amore per Nichi è così toccante, che ad ogni comportamento sbagliato di quest’ultimo nei suoi confronti, farà indignare il lettore per la sua scarsa autostima e per la sua incapacità di ribellarsi.

Perfino il suo colpevolizzarsi per la fine della sua storia e di Nichi la rende una persona senza tempo, nonostante di colpe ne abbia ben poche, e di problemi tanti.

Ma, in fondo, chi non è mai stato innamorato ed ha sempre concesso quella possibilità in più, anche a costo di farsi del male?

Lettura consigliatissima, vi farà fare un salto in un passato in cui molti di noi hanno vissuto gli ultimi bagliori, prima di avanzare in un’epoca di semplificazioni, sotto molti punti di vista.

Recensione a cura di: Maria Carlucci.

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